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	<title>Studio Dentistico Orlandini &#187; Cronaca</title>
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	<description>..perchè un buon sorriso ci rende molto più felici!</description>
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		<title>Consumiamo troppo zucchero, e la carie ringrazia. Una ricerca inglese ha cercato di capire la quantità giornaliera massima da assumere</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Sep 2014 20:26:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Studio Dentistico Orlandini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[carie]]></category>
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		<description><![CDATA[Se è, chiara, la relazione tra zuccheri e carie nessuna analisi è stata ancora condotta per capire quanto sia il valore ottimale di assunzione di zucchero per non incorrere in carie e se il livello di consumo ottimale di zucchero indicato dall&#8217;Oms (10%) vale anche per la prevenzione della carie. A provare a dare una [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Se è, chiara, la relazione tra zuccheri e carie nessuna analisi è stata ancora condotta per capire quanto sia il valore ottimale di assunzione di zucchero per non incorrere in carie e se il livello di consumo ottimale di zucchero indicato dall&#8217;Oms (10%) vale anche per la prevenzione della carie.</p>
<p>A provare a dare una risposta lo studio condotto dall&#8217;University College di Londra e dalla London School of Higinene &amp; Tropical Medicine pubblicato su <a href="http://www.biomedcentral.com/1471-2458/14/863" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;"><b>BMC Public Health</b></span></a>.</p>
<p>L&#8217;obiettivo quello era quello di determinare la dose-risposta e la relazione quantitativa tra l&#8217;assunzione di zucchero e l&#8217;incidenza della carie dentale nei bambini e negli adulti.<br />
Lo studio è stato svolto nei paesi in cui il consumo di zucchero cambiato a causa delle restrizioni in tempo di guerra o da mutamenti delle abitudini alimentari. È stato inoltre valutato anche l&#8217;impatto del Fluoro sui livelli di carie.</p>
<p><span id="more-983"></span></p>
<p>I ricercatori hanno esaminato molte cartelle cliniche rilevando che, se negli Usa circa il 92% degli adulti di età compresa tra 20 e 64 anni ha avuto una carie in almeno uno dei denti permanenti, in Nigeria &#8211; dove il consumo massimo giornaliero di zucchero si aggira intorno ai 2 grammi &#8211; la carie dentale è un problema che riguarda solo il 2% della popolazione adulta. E, per quanto riguarda i bambini, i ricercatori hanno rilevato che passare da un consumo di zucchero paria zero a quasi il 5% del totale delle calorie giornaliere porta a raddoppiare il numero di carie.</p>
<p>&#8220;C&#8217;è un rapporto diretto tra carie per assunzione di zucchero&#8221;, hanno rilevato i ricercatori che sottolineano come l&#8217;utilizzo del 10% di zucchero, come indica l&#8217;OMS, comporta un rischio carie importante. Indicativamente i ricercatori indicano un range di utilizzo di zucchero tra il 3% ed il 5% delle calorie totale, ovvero tra i 15 ed i 25 grammi al giorno.</p>
<p>Fonte: www.odontoiatria33.it, 23 settembre 2014</p>
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		<title>Trovato ad Isernia il dente deciduo di un bimbo di 600 mila anni fa. Molto probabilmente il resto umano più antico scoperto in Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Sep 2014 03:57:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Studio Dentistico Orlandini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

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		<description><![CDATA[Risale a circa tre mesi fa il ritrovamento di un dentino deciduo (il primo incisivo superiore sinistro) di circa 7 mm. appartenuto ad un bambino di “homo heidelbergensis” vissuto circa 600 mila anni fa, probabilmente il resto umano più antico mai trovato in Italia. Il ritrovamento è avvenuto nella &#8220;Pineta d&#8217;Isernia&#8221; ( sito paleolitico risalente [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Risale a circa tre mesi fa il ritrovamento di un dentino deciduo (il primo incisivo superiore sinistro) di circa 7 mm. appartenuto ad un bambino di “homo heidelbergensis” vissuto circa 600 mila anni fa, probabilmente il resto umano più antico mai trovato in Italia.</strong></p>
<p>Il ritrovamento è avvenuto nella &#8220;Pineta d&#8217;Isernia&#8221; ( sito paleolitico risalente a 700 mila anni fa scoperto nel ’79 e candidato nel 2006 a divenire “patrimonio dell’umanità”) in seguito di una campagna di scavo condotta dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici del Molise e dall&#8217;Università di Ferrara, sotto la direzione scientifica di Carlo Peretto (UniFerrara). Spiega una nota della Direzione regionale Beni Culturali e Paesaggistici: «Il dente è un primo incisivo superiore sinistro da latte di un bambino deceduto all&#8217;età di circa 5-6 anni e mostra caratteristiche particolari, che non si ritrovano negli altri reperti rinvenuti in Europa, seppur riconducibili ad un ampio contesto cronologico.<span id="more-967"></span></p>
<p>Da questi si discosta perché più gracile e meno bombato». «Sulla base delle sue caratteristiche, per le dimensioni e per l’età cronologica – continua la nota &#8211; il reperto viene attribuito all’homo heidelbergensis, antenato dell&#8217;uomo di Neanderthal». La scoperta viene definita «straordinaria» in quanto «consente di fare luce sulla variabilità di homo heidelbergensis, apparentemente molto pronunciata e di sottolineare la peculiarità dei resti umani italiani più recenti, che mostrano spesso una persistenza di caratteri arcaici se confrontati al resto dell&#8217;Europa». La Direzione regionale dei Beni Culturali sottolinea inoltre che «il ritrovamento porta un arricchimento notevole al giacimento La Pineta, già noto per la complessità delle archeosuperficie esplorate in questi anni, la ricchezza dei reperti faunistici, l&#8217;articolata produzione di reperti in selce e per le evidenze connesse con le strategie di sussistenza in un ambiente di 600 mila anni fa»</p>
<p>Fonte: Dental Tribune, 9.09.2014</p>
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		<title>Quasi un milione i trattamenti di medicina e chirurgia estetica eseguiti nel 2013</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jun 2014 19:16:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Studio Dentistico Orlandini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Estetica]]></category>
		<category><![CDATA[acido ialuronico]]></category>
		<category><![CDATA[botolino]]></category>
		<category><![CDATA[filler]]></category>

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		<description><![CDATA[Quasi un milione di interventi estetici eseguiti in Italia nel 2013, per la precisione 956.500. È quanto emerge dall&#8217;indagine condotta dall&#8217;Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica tra i chirurghi plastici italiani. Il 75% degli interventi è costituito da trattamenti non chirurgici di medicina estetica, mentre il restante 25% da chirurgia plastica estetica. In totale, rispetto [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Quasi un milione di interventi estetici eseguiti in Italia nel 2013, per la precisione 956.500. È quanto emerge dall&#8217;indagine condotta dall&#8217;Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica tra i chirurghi plastici italiani. Il 75% degli interventi è costituito da trattamenti non chirurgici di medicina estetica, mentre il restante 25% da chirurgia plastica estetica.</strong></p>
<p>In totale, rispetto al 2012 il numero degli interventi eseguiti nel 2013 è aumentato del 3,5%, con una distinzione: quelli di chirurgia plastica estetica sono diminuiti del 5,5%, mentre quelli di medicina estetica sono cresciuti del 6,8%.</p>
<p>«L&#8217;indagine condotta tra i chirurghi plastici italiani è un indicatore importante per capire l&#8217;andamento del settore nel nostro Paese &#8211; afferma Mario Pelle Ceravolo, presidente di Aicpe -. È dal 2011 che Aicpe effettua un&#8217;indagine su grandi numeri e su larga scala dedicata alla chirurgia plastica estetica, offrendo così uno spaccato su ciò che avviene nel nostro paese. Medicina e chirurgia estetica continuano ad avere, in Italia come nel resto del mondo, una forte attrattiva: la crisi si è fatta sentire, ma non in modo così accentuato come si sarebbe potuto immaginare. Lo testimonia l&#8217;interesse costante verso il settore e il continuo afflusso di nuovi pazienti, che nel 2013 sono stati 112.500 per la chirurgia plastica e 126.000 per la medicina estetica».<span id="more-936"></span></p>
<p>Piuttosto che rinunciare alla cura del proprio aspetto, molti si orientano verso trattamenti mini-invasivi e questo può spiegare, almeno in parte, la continua crescita della medicina estetica.</p>
<p>Per quanto riguarda gli interventi di chirurgia plastica estetica, nelle prime posizioni ci sono interventi che riguardano il corpo: al primo posto si conferma, come già nel 2012, la liposuzione (44.464 interventi, -15% rispetto al 2012), seguita dall&#8217;aumento del seno (33.481 interventi, +6,4% rispetto al 2012). «La mastoplastica additiva nel 2012 era &#8220;scivolata&#8221; al quarto posto, soprattutto a causa dello scandalo delle protesi Pip, riempite in modo fraudolento con silicone industriale, che aveva scoraggiato molte donne a sottoporsi all&#8217;intervento &#8211; commenta il segretario Aicpe, Pierfrancesco Cirillo -. Oggi invece è in ripresa e si conferma come l&#8217;intervento più richiesto dalle donne». Il terzo posto è occupato dalla blefaroplastica, ossia il ringiovanimento dello sguardo (31.982; -23.8%); in forte crescita è la rinoplastica (23.892, +55.4%). Per quanto riguarda la medicina estetica, la stragrande maggioranza dei trattamenti riguarda il viso: al primo posto si conferma, per il terzo anno consecutivo, l&#8217;acido ialuronico (289.607 trattamenti, + 14.5% rispetto al 2012), seguito da tossina botulinica di tipo A (223.500 trattamenti, +10.4%) e l&#8217;idrossiapatite di calcio (filler di lunga durata) i cui numeri sono triplicati e raggiungono oggi 45.000 procedure (+72.8%)».</p>
<p>La fascia d&#8217;età più rappresentata tra i pazienti è quella dai 35 ai 50 anni, un&#8217;età in cui si ha «maggiore consapevolezza e decisionalità, unite a una maggiore possibilità economica» aggiunge Cirillo. Per quanto concerne le regioni italiane dove esercitano i chirurghi, trionfano Lombardia (20,57%), Lazio (20,31%) ed Emilia Romagna (12.50%): «Bisogna tuttavia rilevare la tendenza, ormai consolidata da anni, dei pazienti che dal Sud Italia si spostano al Centro o al Nord per eseguire i trattamenti» puntualizza Cirillo.</p>
<p>Gli interventi eseguiti su minorenni (3.781, lo 0,4% del totale) hanno riguardato problematiche di tipo funzionale o sociale (come otoplastica, rinoplastica, gigantomastia). I fenomeni dei &#8220;baby boobs&#8221; e &#8220;baby tox&#8221; non riguardano invece l&#8217;Italia: non si registra infatti nessun intervento di aumento del seno o tossina botulinica tra i minori di 18 anni.</p>
<p>I dati più importanti emersi dall&#8217;indagine Aicpe 2013.</p>
<ul>
<li>Chirurgia plastica. Al primo posto tra gli interventi di chirurgia plastica estetica più eseguiti si conferma la liposuzione, già al primo posto nel 2012 (44.464 interventi, -15% rispetto al 2012). Secondo posto per l&#8217;aumento del seno, la mastoplastica additiva (33.481 interventi, +6,4% rispetto al 2012), seguita da blefaroplastica, ossia il ringiovanimento dello sguardo (31.982; -23.8%); rinoplastica (23.892, +55.4%); trapianto di grasso autologo (23.875, -29,9%).</li>
<li>Medicina estetica. In medicina estetica il trattamento più eseguito si conferma, per il terzo anno consecutivo, l&#8217;acido ialuronico (289.607 interventi, + 14.5% rispetto al 2012), seguito da tossina botulinica di tipo A (223.500 interventi, +10.4%); idrossiapatite di calcio (filler di lunga durata) che ha triplicato i suoi numeri, arrivando a 45.000 procedure (+72.8%); peeling chimico per il ringiovanimento del volto (con 31.017 interventi, +8.1%); laser depilazione (24.750 interventi, -4.8%).</li>
<li>Età. Le persone tra i 35 e i 50 anni sono quelle che fanno più ricorso al chirurgo plastico costituiscono il 42% del totale. Di questi, il 34.81% è costituito da donne. I pazienti tra i 19 e i 34 anni sono il 25.4%; quelli tra i 51 e i 64 anni il 25.2%.</li>
<li>Gli uomini rappresentano il 17.8% dei pazienti che si sono rivolti a un chirurgo plastico</li>
<li>Nuovi pazienti: Nel 2013, i pazienti che hanno eseguito un intervento di chirurgia plastica estetica per la prima volta sono stati 112.500, mentre quelli che per la prima volta si sono approcciati alla medicina estetica 126.000.</li>
<li>Minorenni. Nel 2013 i chirurghi plastici hanno ricevuto 5.100 richieste per interventi su minorenni. Gli interventi eseguiti sono stati invece 2.603 (il 51% rispetto alle richieste). Tra questi: nessuna mastoplastica additiva per fini estetici e nessuna iniezione di tossina botulinica, ma interventi legati a problematiche funzionali o sociali.</li>
<li>Operazioni &#8220;correttive&#8221;. Il 16% delle operazioni totali di chirurgia plastica (37.884) sono state operazioni secondarie, ossia interventi eseguiti dopo che il primo intervento non è andato a buon fine. Di questi interventi il 31,1% è stato fatto dallo stesso dottore che ha operato la prima volta, il 54,4% ha operato pazienti operati la prima volta da un altro collega italiano mentre nel 14,4% dei casi la prima operazione è stata eseguita da un collega straniero.</li>
<li>Regioni. La Lombardia si rivela la regione in cui esercitano più chirurghi (20,57%) quasi a parimerito con il Lazio (20,31%); seguono l&#8217;Emilia Romagna, con il 12.50% degli intervistati e il Veneto (7,81%).</li>
<li>Nota metodologica. L&#8217;indagine, che è stata condotta con un questionario online a cui hanno risposto 283 medici (3 risposte sono state scartate in quanto non coerenti), si riferisce ai chirurghi plastici che esercitano in Italia (1.500), mentre sono esclusi i medici non specialisti o detentori di altre specialità che eseguono trattamenti a fine estetico. I numeri totali devono quindi considerarsi sottostimati rispetto agli interventi estetici eseguiti in Italia.</li>
</ul>
<p>Fonte: www.dental-tribune.com, 12 giugno 2014</p>
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		<title>La Duchessa di Cambridge, Beckham e Clooney hanno il sorriso migliore</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jun 2014 18:29:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Studio Dentistico Orlandini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[salute orale]]></category>
		<category><![CDATA[sorriso]]></category>

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		<description><![CDATA[THAME, Regno Unito: Catherine, Duchessa di Cambridge, è stata votata per il miglior sorriso tra tutte le celebrità femminili, così come David Beckham e George Clooney per il miglior sorriso maschile. Il sondaggio, commissionato da Wrigley (azienda inglese produttrice di gomme da masticare, NdR) per celebrare il National Smile Month, ha inoltre dimostrato che il [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>THAME, Regno Unito: Catherine, Duchessa di Cambridge, è stata votata per il miglior sorriso tra tutte le celebrità femminili, così come David Beckham e George Clooney per il miglior sorriso maschile. Il sondaggio, commissionato da Wrigley (azienda inglese produttrice di gomme da masticare, NdR) per celebrare il National Smile Month, ha inoltre dimostrato che il 51% delle donne e il 60% degli uomini intervistati, ritengono che il sorriso sia il tratto più seducente che si nota in un partner al primo incontro.</strong></p>
<p>È chiaro che è importante avere un sorriso affascinante, ma sono in molti ad essere insoddisfatti del proprio. «Purtroppo, ci sono ancora molte persone che sono infelici dei loro sorrisi, spesso a causa di una scarsa igiene orale che perdura da anni» ha commentato il dott. Nigel Carter, OBE, Amministratore Delegato della British Dental Health Foundation. «Una scarsa salute orale può essere dolorosa a livello fisico ma anche psicologicamente dannosa. Può compromettere la fiducia in se stessi, la propria immagine e addirittura quella percepita dalle altre persone».<span id="more-932"></span></p>
<p>«Il National Smile Month nel Regno Unito è un importante richiamo per la salute orale di tutti ed è il momento ideale per rivedere la propria routine quotidiana e assicurarsi che non si sta mettendo a rischio il proprio sorriso. È davvero importante creare le basi proprio a casa: noi consigliamo di lavarsi i denti per due minuti due volte al giorno con un dentifricio al fluoro, diminuire il consumo frequente di bevande e alimenti zuccherati e andare dal dentista regolarmente, come spesso raccomandano gli stessi dentisti. Adottare queste semplici regole di buona salute orale può fare una grande differenza per un sorriso sicuro, così come portare molti altri aspetti positivi alla vita quotidiana».</p>
<p>Fonte: Dental Tribune International, 13 giugno 2014</p>
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		<title>Mara, Dentista Digitale</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Nov 2013 10:51:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Studio Dentistico Orlandini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Dentista Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[Può un lavoro che si passa da generazione a generazione cambiare? Pare proprio di sì secondo Mara Orlandini, laureata in Odontoiatria e Protesi Dentale presso l’Università degli Studi di Milano, che mi scrive: «Cosa dire, mi chiamo Mara, sono nata a Milano il 20 agosto 1975 e da allora sono cresciuta tra i “denti”: si [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Può un lavoro che si passa da generazione a generazione cambiare? Pare proprio di sì secondo Mara Orlandini, laureata in Odontoiatria e Protesi Dentale presso l’Università degli Studi di Milano, che mi scrive: «Cosa dire, mi chiamo Mara, sono nata a Milano il 20 agosto 1975 e da allora sono cresciuta tra i “denti”: <span id="more-745"></span>si può dire che è un vero vizio di famiglia. Da mio nonno, il “cavadenti di Crescenzago” a me, la dottoressa che naviga in Internet, tra siti web e social network. Da ben tre generazioni nel campo, le cose sono cambiate parecchio: mio nonno, dopo la guerra, con ben 40.000 lire, si era potuto comprare l’attrezzatura per fare il dentista; a quei tempi i pazienti erano molto “pazienti”, si mettevano in fila fuori dallo studio — anche di domenica — per farsi “cavare” i denti e cosi via di pinza, e le dentiere la facevano da padrone! Oggi le cose sono decisamente diverse: il paziente è diventato “persona assistita” ed è molto informato: prima di venire da te in Studio passa ore sul web e si fa autodiagnosi e autoterapia; cerca informazioni sul professionista (magari su LinkedIn), affidandosi sempre più spesso ai social network e alle recensioni su Google, Facebook, Twitter etc e così anche noi “cavadenti” siamo diventati “odontoiatri digitali” e siamo sbarcati sul web per farci conoscere, per dare le prime informazioni e prendere appuntamenti». Mara durante il periodo del tirocinio presso l’ICP di Milano, prima della laurea, si è appassionata alla cura dei più piccoli e dei pazienti disabili, che «sono capaci di ripagarti con un semplice sorriso». La migliore prova che l’intervento ai denti è andato bene.</p>
<p><strong>Corriere della Sera, 15 novembre 2013</strong></p>
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		<title>Lo spazzolino su misura che pulisce in 6 secondi</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Nov 2013 22:57:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Studio Dentistico Orlandini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[igiene orale]]></category>
		<category><![CDATA[spazzolino]]></category>

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		<description><![CDATA[Il futuro è già qui? Per una corretta pulizia i dentisti consigliano di investire almeno due minuti, due volte in una giornata, subito dopo i pasti. Per qualcuno, spesso, è già troppo. Ora arriva lo spazzolino high-tech, personalizzato e in 3d: Blizzident, promette di rimuovere le impurità del cavo orale in soli sei secondi. SI [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il futuro è già qui? Per una corretta pulizia i dentisti consigliano di investire almeno due minuti, due volte in una giornata, subito dopo i pasti. Per qualcuno, spesso, è già troppo. Ora arriva lo spazzolino high-tech, personalizzato e in 3d: Blizzident, promette di rimuovere le impurità del cavo orale in soli sei secondi.</p>
<p>SI MASTICA - Spazzolino, dentifricio e filo interdentale addio. Un team di dentisti americani &#8211; l’invenzione non poteva che arrivare dagli Usa &#8211; ha creato uno strumento «rivoluzionario» che pulisce i denti in una manciata di secondi. Il tutto grazie alla stampa 3d e alla scansione in tre dimensioni.</p>
<p><span id="more-738"></span>Lo spazzolino <a href="http://www.blizzident.com/index.html">Blizzident</a> non assomiglia ad un comune spazzolino, ma ricorda più un apparecchio protesico, un dispositivo alquanto macchinoso. Contiene 400 morbide setole, accuratamente posizionate, e viene creato su misura. La procedura è questa: il dentista eseguirà un’impronta dentale e le immagini digitali del calco verranno poi inviate al laboratorio Blizzdent per una stampa in 3d. Lo strumento aderisce quindi perfettamente alla forma dei denti e permette una pulizia simultanea e completa. Oltretutto in poche mosse. Infatti, basta «morderlo» e «masticarlo» per pulire il cavo orale, dente per dente. Ecco perché la durata scende a soli 6 secondi, sostiene Chris Martin, portavoce dell’azienda produttrice. Che, da bravo addetto stampa, sottolinea: «L’obiettivo dello spazzolino è di rendere la pulizia dei denti facile come mordere una mela». Troppo bello per essere vero? C’è una pecca: il nuovo Blizzident, che ha la durata di un anno, costa 299 dollari (220 euro). Ha però un altro vantaggio, fa sapere la <a href="http://www.bbc.co.uk/news/technology-24362939" target="_blank">Bbc</a>: l’azienda suggerisce infatti di non scambiarlo con altri Blizzident in famiglia, perché ai fini della pulizia non funzionerebbe.</p>
<div>Corriere della Sera, 03 ottobre 2013</div>
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<div><a href="http://video.corriere.it/spazzolino-blizzident/538256ec-2c03-11e3-b674-51fbe6c64466">Lo spazzolino Blizzident</a></div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>«A 4 mila metri sono stato dal dentista»</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Jun 2013 22:05:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Studio Dentistico Orlandini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;è in lui qualcosa del Phileas Fogg di Jules Verne, forse quel fascino azzimato da avventuriero borghese senza terra e senza tempo che mette sul piatto pelle e quattrini per acchiappare «il sogno della vita, sennò che stiamo qui a fare?». E poi pure qui si percepisce forte il senso della scommessa come attrazione magnetica [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è in lui qualcosa del Phileas Fogg di Jules Verne, forse quel fascino azzimato da avventuriero borghese senza terra e senza tempo che mette sul piatto pelle e quattrini per acchiappare «il sogno della vita, sennò che stiamo qui a fare?». E poi pure qui si percepisce forte il senso della scommessa come attrazione magnetica very british , «perché il limite non esiste, il limite sei tu». La differenza è che mister Fogg impiegò i famosi ottanta giorni per fare il giro del mondo e spillare le 20 mila sterline ai soci galantuomini del Reform Club di Pall Mall, London, mentre il notaio Aldo Garioni from Brescia con l&#8217;aleatorio ci ha duellato per se stesso, «per chiudere un cerchio esistenziale dopo il notariato, inteso come raggiungimento degli obiettivi professionali, e la creazione di una famiglia, che è il compimento dell&#8217;essere uomo». <span id="more-455"></span>Però poi c&#8217;era sempre lei, la Madre dell&#8217;Universo, meglio nota fra gli occidentali come Everest, 8.848 metri di ghiaccio e sassi e preghiere e freddo cane. Per il dottore, fra l&#8217;altro da quasi vent&#8217;anni presidente della Società Escursionisti Bresciani Ugolini, il tetto della Terra non era proprio un&#8217;ossessione, ma qualcosa di simile.</p>
<p>«Era appunto il completamento di un intimo percorso di vita - racconta al Corriere nel suo studio di Travagliato al rientro dopo i cinquanta giorni di viaggio sull&#8217;Himalaya, mostrandoci i calzoni larghi sul didietro per via dei 12 chili lasciati in quota -. Era la seconda volta che ci provavo, nel 2010 me la sono vista abbastanza brutta».<br />
Vedersela brutta sopra gli ottomila significa rischiare la pelle, lì fu una specie di infezione intestinale a tranciargli il sogno a un pugno di metri dalla punta. Allora con lui c&#8217;era il bergamasco Simone Moro, stavolta il notaio si è portato dietro uno di famiglia, quel Silvio Gnaro Mondinelli noto ai più per essere uno dei pochi scalatori ad aver raggiunto le quattordici vette più alte del mondo senza ossigeno, ma che col suddetto è anche imparentato. «È il cugino di mio suocero, e infatti sapendo della sua presenza mia moglie Bice e i miei figli Federico e Andrea erano un po&#8217; più tranquilli. Perché è vero che sull&#8217;Everest oggi ci vanno 400 persone l&#8217;anno. Lo dimostrano i nove cadaveri incontrati dagli 8.300 in su. <!--more-->Un giapponese davanti a me è impazzito, si è levato guanti e scarponi a -40 e si è messo a correre. È morto poco dopo. Ossigeno rarefatto. Insomma, non è una passeggiata, fidatevi». Quello no, certo. Non si può più definirla un&#8217;impresa come quella del &#8217;53 dei pionieri Hillary e Tenzing, ma i rischi restano, specie se si sceglie &#8211; come hanno fatto i nostri &#8211; l&#8217;ascensione dalla parete nord, quella cinese, più insidiosa e meno commerciale rispetto al versante nepalese.<br />
«Ci siamo affidati alla Kobler, un&#8217;agenzia svizzera specializzata nell&#8217;organizzazione del viaggio. Con me e Silvio c&#8217;erano altri alpinisti, fra loro una donna ecuadoregna e due svizzeri-tedeschi più uno sherpa ciascuno. Uno dei due svizzeri, un certo Gerard, <strong>primario in maxillo-facciale, mi ha operato a un dente a 4 mila metri, dalle parti di Gyantse, adoperando il frontalino da arrampicatore e gli attrezzi a noleggio di un vecchio cavadenti del posto</strong>». Dimensione avventura.</p>
<p>«È una cosa strana, lassù. È vero, in vetta c&#8217;è la coda di gente che sale dal Nepal, ma resto convinto che l&#8217;Everest non sia per tutti. Anzi». Una volta lassù l&#8217;allegra brigata ha festeggiato a omelette e Ruinart Blanc de Blancs. «I sogni realizzati vanno onorati come si conviene». Già, ma quanto costa un sogno? «Diciamo come una bella macchina». Diciamo bella come una Maserati GranTurismo, ecco.</p>
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