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	<title>Studio Dentistico Orlandini &#187; Curiosità</title>
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	<description>..perchè un buon sorriso ci rende molto più felici!</description>
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		<title>Medicine alternative per far fronte ai problemi dell’amalgama dentale</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Apr 2016 21:26:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Studio Dentistico Orlandini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[amalgama]]></category>
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		<description><![CDATA[Tromsø (Norvegia). Ricercatori norvegesi hanno studiato l&#8217;uso di medicine complementari e alternative (CAM) in pazienti con problemi di salute collegati ad antiche otturazioni dentali in amalgama. Tutti coloro che sono stati sottoposti all’indagine avevano segnalato infatti persistenti problemi di salute ‒ analoghi a quelli denunciati da pazienti affetti dai sintomi di malattie rare o sconosciute. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Tromsø (Norvegia). Ricercatori norvegesi hanno studiato l&#8217;uso di medicine complementari e alternative (CAM) in pazienti con problemi di salute collegati ad antiche otturazioni dentali in amalgama. Tutti coloro che sono stati sottoposti all’indagine avevano segnalato infatti persistenti problemi di salute ‒ analoghi a quelli denunciati da pazienti affetti dai sintomi di malattie rare o sconosciute. E questo anche dopo la rimozione delle otturazioni.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Secondo i ricercatori, anche dopo la rimozione dell’amalgama, un quarto in media degli individui affetti dai problemi conseguenti non denuncia miglioramenti seppur lievi. I problemi segnalati da questi pazienti sono analoghi a sintomi fisici difficili da spiegare, come la fibromialgia, condizione medica caratterizzata da dolore muscoloscheletrico diffuso e l’encefalomielite mialgica, una sindrome da affaticamento cronico.</p>
<p style="text-align: justify;">Per valutare la prevalenza e la varietà di utilizzo della CAM in tale gruppo di pazienti, i ricercatori dell’UiT Arctic University of Norway hanno censito 324 membri del Forbundet Tenner og Helse, Associazione norvegese di pazienti odontoiatrici, ente no-profit che promuove un’odontoiatria priva di tossicità. Comune a tutti i partecipanti è stata l’attribuzione di tali problemi alle ex otturazioni in amalgama.<span id="more-1195"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Le varie CAM sono state classificate in cinque categorie: sistemi medici alternativi o sistemi completi di terapia e pratica (medicina tradizionale cinese e omeopatia); interventi mente-corpo (meditazione); sistemi a base biologica (vedi erboristeria); metodi basati sul corpo (terapia chiropratica e massaggio) e terapie energetiche (guarigione).</p>
<p style="text-align: justify;">L’89 per cento, ossia la stragrande maggioranza degli intervistati ha utilizzato almeno una modalità CAM, con più pazienti di sesso maschile (95,7 per cento) che femminile (86 per cento). Quanto al tipo di CAM, le terapie usate più di frequente sono state gli integratori alimentari, vitamine e minerali consigliati da un terapeuta (e adottati da un 66,7 per cento), seguiti da integratori alimentari auto-prescritti, vitamine e minerali (il 59 per cento), omeopatia (il 54 per cento), agopuntura (il 48,8 per cento) e diete speciali (47,5 per cento). Alla domanda di quale fosse l&#8217;effetto percepito, i soggetti con salute normale o buona hanno segnalato migliori risultati rispetto a quelli in cattive condizioni. Al contrario, dopo il trattamento della CAM il 12,3 per cento dei partecipanti ha notato un peggioramento dei sintomi.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche se dall’indagine emerge un ampio utilizzo delle CAM tra i partecipanti, i risultati non si possono generalizzare dal momento ‒ dicono i ricercatori ‒ che il gruppo oggetto di studio, altamente selezionato, non è rappresentativo della totalità dei pazienti. Tuttavia, poiché gli effetti negativi dell’amalgama non fanno parte di diagnosi accettate dal sistema sanitario, le cause del grande uso di medicina alternativa nelle sue varie modalità – osservano ‒ si possono correlare al mancato supporto terapeutico offerto all’interno del sistema sanitario convenzionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Intitolata “Use of complementary and alternative medicine in patients with health complaints attributed to former dental amalgam fillings”, la ricerca è stata pubblicata online il 22 gennaio dalla Rivista open-access BMC Complementary and Alternative Medicine.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fonte: Dental Tribune International del 3.02.2016 </strong></p>
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		<title>Chi ha avuto il sorriso più convincente per diventare presidente Usa?</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Apr 2016 21:11:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Studio Dentistico Orlandini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[sorriso]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra gli ex presidenti repubblicani, Ronald Reagan, 40° Presidente degli Stati Uniti, è stato votato come colui che aveva il sorriso migliore dal 60 per cento dei partecipanti al sondaggio, ben oltre George W. Bush (al 16 per cento) seguito da Gerald Ford a 12 per cento. Quasi la metà dei partecipanti al sondaggio (45 [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1188" class="wp-caption alignleft" style="width: 280px"><a href="http://www.studiodentisticoorlandini.it/wp-content/uploads/2016/04/resize_1455704535_uploads_images_c2ef8b7319af5570698850d954bd6c64_jpg_610x0_85.jpg"><img class=" wp-image-1188  " alt="Sorriso più convincente" src="http://www.studiodentisticoorlandini.it/wp-content/uploads/2016/04/resize_1455704535_uploads_images_c2ef8b7319af5570698850d954bd6c64_jpg_610x0_85-300x168.jpg" width="270" height="151" /></a><p class="wp-caption-text">Un sondaggio dimostra che né Bill Clinton né Barack Obama hanno il sorriso più popolare. (Foto: Rena Schild/Shutterstock)</p></div>
<p style="text-align: justify;">Tra gli ex presidenti repubblicani, Ronald Reagan, 40° Presidente degli Stati Uniti, è stato votato come colui che aveva il sorriso migliore dal 60 per cento dei partecipanti al sondaggio, ben oltre George W. Bush (al 16 per cento) seguito da Gerald Ford a 12 per cento. Quasi la metà dei partecipanti al sondaggio (45 per cento) ha detto che John F. Kennedy era il presidente democratico con il miglior sorriso. Circa il 24 per cento ha votato per l&#8217;attuale presidente Barack Obama e il 17 per cento per Bill Clinton.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre le donne e gli uomini hanno avuto lo stesso giudizio sul sorriso di John F. Kennedy, più donne (30 per cento) rispetto agli uomini (19 per cento) hanno detto che Obama ha un sorriso più cattivante. Invece è il contrario per Bill Clinton: più uomini (22 per cento) rispetto alle donne (12 per cento) pensano che avesse il sorriso migliore.<span id="more-1187"></span></p>
<p style="text-align: justify;">L’indagine ha anche mostrato chiare differenze generazionali. Mentre oltre il 65 per cento dei partecipanti di età compresa tra 45-64 pensa che Reagan aveva il sorriso più attraente, solo circa il 48 per cento delle persone nate tra i primi anni 1980 ei primi anni del 2000 la pensano allo stesso modo. Al contrario, circa il 25 per cento dei partecipanti di età compresa tra 18-34 considera George W. Bush come il presidente dotato del migliore sorriso rispetto a solo il 12 per cento dei colleghi più anziani.</p>
<p style="text-align: justify;">L’indagine è stata condotta su larga scala dalla Società Kelton per conto dell’Organizzazione no-profit Delta Dental Association grazie all’invito tramite e-mail diffuso nell’ottobre 2015, a completamento di un sondaggio online.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fonte: Dental Tribune del 17.2.2016</strong></p>
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		<title>Ridere fa bene alla salute. Impara a farlo di più</title>
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		<pubDate>Tue, 05 May 2015 09:09:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Studio Dentistico Orlandini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
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		<category><![CDATA[risata]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando ti abbandoni al buon umore allontani le tensioni, abbassi il livello di stress e alzi il grado di benessere del corpo e della mente Basta la semplice azione di inarcare le labbra all’insù perché l&#8217;organismo inizi a produrre endorfine. Secondo alcune ricerche i bambini in media ridono trecento volte al giorno, il numero scende drasticamente [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Quando ti abbandoni al buon umore allontani le tensioni, abbassi il livello di stress e alzi il grado di benessere del corpo e della mente</strong></p>
<p style="text-align: left;"><img class="size-medium wp-image-1070 alignleft" title="Neonato che ride" alt="" src="http://www.studiodentisticoorlandini.it/wp-content/uploads/2015/05/neonati-abbandonati-300x193.jpg" width="300" height="193" /></p>
<p>Basta la semplice azione di inarcare le labbra all’insù perché l&#8217;organismo inizi a produrre <strong>endorfine</strong>. Secondo alcune ricerche i bambini in media ridono trecento volte al giorno, il numero scende drasticamente nei soggetti adulti: appena venti risate, in media, in tutta la giornata. È possibile <strong>imparare di nuovo a ridere</strong>? Sì, discipline come lo <strong>yoga della risata</strong> si propongono proprio questo grazie a tecniche che lavorano sulla respirazione e il riso indotto. Perché ridere è un meccanismo innato che può diventare una <strong>filosofia</strong> con cui affrontare l&#8217;esistenza.</p>
<p><strong>EMOZIONE DI VITA -</strong> Il ricercatore Caspar Addyman ha condotto una lunga indagine sul meccanismo della <strong>risata</strong> nei neonati presso il Centro per il Cervello e lo Sviluppo Cognitivo a Birkbeck, Università di Londra. Contrariamente a quanto si riteneva in precedenza, i suoi risultati hanno documentato che il 90% dei bambini inizia a ridere già a poche settimane di distanza dalla nascita. La risata costituisce una delle più <strong>fondamentali espressioni umane</strong>: è stato osservato che bambini nati ciechi e sordi conservano l&#8217;istinto e la capacità di ridere.</p>
<p><span id="more-1069"></span></p>
<p><strong>ADDIO ANSIA E STRESS - </strong>Attraverso una semplice risata il <strong>bioritmo</strong> inizia una corsa che mette in movimento l&#8217;intero organismo: una scossa elettrica che, quando ci permettiamo di ridere “di pancia”, ci fa letteralmente “piegare in due” in un singulto al limite del pianto. Ci si libera così da ogni tensione: i muscoli si contraggono e si rilasciano, mentre il ritmo del corpo che si muove senza regole allontana ogni pensiero. Ogni volta che iniziamo a ridere l&#8217;ansia è un passo più lontana, insieme allo <strong>stress</strong> e allo sforzo di dover sempre sottostare alle convenzioni.</p>
<p><strong>FATTO SOCIALE -</strong> La maggior parte di noi è costretta a vivere in un <em>habitus</em> troppo stretto, angusto, per la maggior parte del tempo della vita. La serietà e l&#8217;impegno richiesti in numerosi ambiti della <strong>routine quotidiana</strong> lentamente spengono la voglia di esprimere la propria carica vitale, l&#8217;energia e i sorrisi di cui avremmo bisogno per portare a termine la giornata senza sentirci sconfitti. <strong>Ridere è una forma di protesta</strong> che unisce individui diversi e aiuta la pace, questo perché smorza improvvisamente le tensioni e fa apparire la vita in tutta la sua precarietà, complicata ed emozionante.</p>
<p><strong>A LEZIONE DI&#8230;</strong> – Anche quest’anno, come ogni prima domenica di maggio, è stata celebrata la Giornata mondiale della risata: il World Laughter Day creato nel 1998 da Madan Kataria, fondatore del movimento <strong>Yoga della risata</strong>. Nei club di questa disciplina si insegna una tecnica che combina l&#8217;istinto al ridere alla respirazione: il risultato? Grazie a una risata che nella fase iniziale è indotta si impara a lasciarsi andare e a <strong>ridere di cuore</strong>, attività che, come dimostrato da numerose ricerche, ha effetti sul sistema circolatorio, contribuisce ad abbassare la pressione e regola il colesterolo. Lentamente, di fronte ai guai di ogni giorno, si sperimenta inoltre che di fronte all&#8217;apparente impossibilità di trovare una soluzione non rimane che un’unica soluzione&#8230; una <strong>risata salvifica</strong>.</p>
<p>Fonte: Tgcom24 del 5 maggio 2015</p>
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		<title>L’invecchiamento della popolazione apporta benefici all’industria del dentale australiana</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Apr 2015 20:53:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Studio Dentistico Orlandini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[invecchiamento popolazione]]></category>

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		<description><![CDATA[MELBOURNE. IBISWorld, Società di ricerca indipendente, ha recentemente aggiornato l’indagine sull’assistenza dentale in Australia, scoprendo che l’invecchiamento e la crescita della popolazione ha avuto un effetto trainante dell&#8217;industria negli ultimi 5 anni: è migliorata ulteriormente la salute orale degli anziani i quali sono riusciti a mantenere i loro denti naturali. L’indagine indica che il settore [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>MELBOURNE. IBISWorld, Società di ricerca indipendente, ha recentemente aggiornato l’indagine sull’assistenza dentale in Australia, scoprendo che l’invecchiamento e la crescita della popolazione ha avuto un effetto trainante dell&#8217;industria negli ultimi 5 anni: è migliorata ulteriormente la salute orale degli anziani i quali sono riusciti a mantenere i loro denti naturali.</strong></p>
<p>L’indagine indica che il settore dentale è cresciuto in questo periodo per via dell’aumento considerevole della spesa individuale in servizi odontoiatrici. Secondo l’analista dell’IBISWorld, David Whytcross, l’incremento della copertura assicurativa privata ha apportato benefici all&#8217;industria, dato che i pazienti sono disposti ad andare più regolarmente dal dentista e a sottoporsi a procedure più costose.</p>
<p>Pertanto, gli introiti dell&#8217;industria dovrebbero salire di un tasso annuo composto del 2,1 per cento nel periodo 2014-2015 raggiungendo i 9,4 miliardi di dollari. Si prevedono andamenti analoghi nei prossimi cinque anni sia perché un numero crescente di anziani australiani richiederà prestazioni, sia per una maggior volontà di assicurarsi privatamente per far fronte alle spese odontoiatriche.</p>
<p>Hanno interessato l&#8217;industria del dentale australiana anche gli interventi della politica. Iniziative come il Medicare Chronic Disease Dental Scheme e il Medicare Teen Dental Plan – spiega Whytcross – hanno permesso a molti pazienti che non potevano permettersi le cure, di gestire meglio la propria salute orale, essendo stato concesso loro il diritto a visite odontoiatriche presso cliniche pubbliche e voucher per cliniche private. Questi programmi sono stati inseriti nel National Dental Health Reform Package, che dovrebbe condurre ad una crescita di introiti del 3,1 per cento nell&#8217;industria nel periodo 2014-2015.</p>
<p>La ricerca “The Dental Services in Australia” si può acquistare presso www.ibisworld.com.au</p>
<p>Fonte: Dental Tribune del 27.04.2015</p>
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		<title>Semplici misure di salute orale potrebbero migliorare le prestazioni degli atleti</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Oct 2014 20:18:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Studio Dentistico Orlandini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[salute orale]]></category>
		<category><![CDATA[sport]]></category>

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		<description><![CDATA[LONDRA: Ricercatori britannici hanno pubblicato una dichiarazione congiunta da cui si evince quale implicazione abbiano i problemi dentali nella pratica sportiva. Grazie ad una quarantina di ricerche sul tema hanno infatti scoperto che, a causa della dieta particolare degli atleti e dello stress negli allenamenti, negli atleti più in vista la salute della bocca lascia [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>LONDRA: Ricercatori britannici hanno pubblicato una dichiarazione congiunta da cui si evince quale implicazione abbiano i problemi dentali nella pratica sportiva. Grazie ad una quarantina di ricerche sul tema hanno infatti scoperto che, a causa della dieta particolare degli atleti e dello stress negli allenamenti, negli atleti più in vista la salute della bocca lascia piuttosto a desiderare. Favorendo una miglior cura quotidiana della bocca, si potrebbe tuttavia, fare in modo di migliorare non solo lo stato di salute della bocca ma le stesse prestazioni atletiche.</strong></p>
<div>
<p>I risultati delle ricerche effettuate sono in linea con altre risalenti ai Giochi Olimpici del ‘68, che avevano già segnalato problemi orali negli atleti, anche se molte malattie orali possono essere prevenute. Gli studiosi auspicano pertanto l’adozione di strategie preventive e di sviluppo della salute della bocca in questa fascia di popolazione. Dalla ricerca risulta che il 15-75 per cento degli atleti è affetto da carie, il 15 per cento ha sofferto di moderata o grave parodontite, il 36-85 per cento da erosione dentale e il 5-39 per cento ha avuto problemi ai molari. Inoltre, dal 14 al 57 per cento di atleti ha riportato traumi dentali a seguito dell’attività sportiva.<span id="more-1016"></span></p>
<p>Secondo i ricercatori, molti sono i rischi potenziali per la salute orale degli atleti: alimentazione, disidratazione orale indotta dall’ esercizio fisico, calo di difese immunitarie, scarsa informazione, comportamenti poco salutari e poca attenzione data al problema. In un sondaggio compiuto durante i Giochi Olimpici di Londra nel 2012, il 18 per cento degli atleti ammise che i loro problemi orali avevano avuto un impatto negativo sulle prestazioni, mentre il 46,5 per cento confessò di non essere stato dal dentista nel corso dell&#8217;anno precedente. Agli atleti venne raccomandato di utilizzare un dentifricio col fluoro e un collutorio per migliorare la salute della bocca e di non consumare bevande energetiche acide, possibile causa di erosioni e carie. Abbinate ad uno spazzolino e ad un filo interdentale di buona qualità, queste misure avrebbero potuto avvantaggiare le stesse prestazioni nello stesso modo provocato da un faticoso impegno fisico. La dichiarazione congiunta di cui sopra chiede alle società e alle organizzazioni sportive di attivarsi per garantire che la salute orale degli atleti sia regolarmente tenuta in osservazione da un professionista attraverso programmi di prevenzione personalizzati e cure preventive.</p>
<p>Denominata &#8220;Oral health and elite sport performance&#8221; l’indagine è stata condotta da studiosi dell’University College di Londra e pubblicata online il 28 settembre sul British Journal of Sports Medicine prima di andare in stampa.</p>
<p>Fonte: Dental Tribune, 22 ottobre 2014</p>
</div>
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		<title>Motori di ricerca di scarsa utilità per le persone che cercano informazioni su impianti online</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Oct 2014 20:02:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Studio Dentistico Orlandini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[impianti]]></category>

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		<description><![CDATA[SANTIAGO DE COMPOSTELA, Spagna: Secondo i rapporti, un numero crescente di persone tende a cercare informazioni sanitarie su Internet. Nel campo dell&#8217;odontoiatria, la voce impianti dentali risulta attualmente tra i tre temi più ricercati dopo il trattamento all’amalgama ed estetica. Da uno studio spagnolo si evince che i risultati di questo termine, forniti dai comuni [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>SANTIAGO DE COMPOSTELA, Spagna: Secondo i rapporti, un numero crescente di persone tende a cercare informazioni sanitarie su Internet. Nel campo dell&#8217;odontoiatria, la voce impianti dentali risulta attualmente tra i tre temi più ricercati dopo il trattamento all’amalgama ed estetica. Da uno studio spagnolo si evince che i risultati di questo termine, forniti dai comuni motori di ricerca, non forniscono informazioni facilmente comprensibili o utile per gli utenti.</strong></p>
<p>Dai 100 più rilevanti risultati elencati per il termine di ricerca &#8220;impianti dentali&#8221; scaturiti sui due più popolari motori di ricerca, Google Search e Search di Yahoo!, in autunno 2013, i ricercatori dall&#8217;Università di Santiago de Compostela hanno potuto riscontrare che la maggior parte di questi risultati ha un basso valore di comprensione e usabilità. Le informazioni fornite dai restanti siti, analizzati dal gruppo nel corso dello studio, risultano gravemente carenti sia in termini di comprensione sia in usabilità. Dai risultati forniti dal motore di ricerca Yahoo si è potuta riscontrare una migliore pertinenza e usabilità rispetto a quelli ottenuti da Google. Nessuna differenza significativa può essere rilevata tuttavia tra i risultati dei due motori di ricerca in termini di accessibilità.<span id="more-990"></span></p>
<p>I ricercatori, suggeriscono, che il modesto risultato in termini di qualità anche per le ricerche che risultano avere un più alto rank, potrebbe essere un motivo per cui i pazienti hanno una scarsa informazione sull’argomento degli impianti o sono portati ad avere aspettative troppo elevate per il trattamento.</p>
<p>&#8220;E-health information on dental implants risulta per la media dei pazienti difficile da leggere e povero in termini di qualità&#8221;, come riscontrato nello studio. &#8220;Pertanto, è necessario generare siti Web che forniscono informazioni affidabili e di alta qualità sugli impianti dentali, con contenuti che siano indipendenti da interessi commerciali e facile da comprendere per il paziente medio&#8221;.</p>
<p>Da una veloce ricerca di Dental Tribune, effettuando una ricerca per “impianti dentali”, Yahoo elenca oltre 1,7 milioni di risultati circa all&#8217;inizio di settembre, mentre Google ne elenca circa il doppio. Con circa 1 miliardo di utenti al mese, Google resta il motore di ricerca leader in tutto il mondo, seguito da Yahoo, che stima circa 300 milioni di utenti.</p>
<p>Nel complesso, lo studio ha incluso 32 siti, dei quali la maggioranza sono affiliati a organizzazioni no profit, o istituzioni mediche o dentali. Solamente 5 di questi siti sono risultano compresi nei risultati dei due motori di ricerca. I ricercatori hanno notato che i siti web ospitati da aziende, così come forum o gruppi di discussione, non sono stati considerati dai motori di ricerca.</p>
<p>Lo studio, pubblicato recentemente nel giornale “Clinical Oral Implants Research”, è stato condotto da gruppo di ricerca OMEQUI dell’Università di Medicina e Odontoiatria di Santiago de Compostela.</p>
<p>Fonte:  Dental Tribune International, 30 settembre 2014,</p>
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		<title>Il cane che cura i bimbi dal terrore del dentista</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Sep 2014 20:10:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Studio Dentistico Orlandini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[pet therapy]]></category>

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		<description><![CDATA[Morbida e rilassante. L&#8217;ultima frontiera della per therapy. Il martedì mattina di ogni settimana l&#8217;ambulatorio dentistico del Dr. Paul Weiss è letteralmente stipato di genitori che accompagnano i bambini a curare carie, valutare ponti e protesi varie, prelevare impronte, insomma a fare tutto quanto si fa di solito in uno studio odontoiatrico specializzato in dentistica [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Morbida e rilassante. L&#8217;ultima frontiera della per therapy.</strong></p>
<p>Il martedì mattina di ogni settimana l&#8217;ambulatorio dentistico del Dr. Paul Weiss è letteralmente stipato di genitori che accompagnano i bambini a curare carie, valutare ponti e protesi varie, prelevare impronte, insomma a fare tutto quanto si fa di solito in uno studio odontoiatrico specializzato in dentistica pediatrica. Il martedì mattina però è anche un un giorno speciale ed dedicato ai bambini che raggiungo lo studio, accompagnati solitamente dalla mamma, senza quegli occhi sbarrati che contraddistinguono la tensione di chi deve affrontare l&#8217;iniezione di anestetica e il trapano a turbina con il suo caratteristico e obiettivamente poco piacevole rumore.</p>
<p>Williamsville, dove il dentista esercita, è un villaggio di New York e conta non più di 5.000 abitanti, A cosa è dovuto dunque l&#8217;affollamento del martedì mattina in questo studio dentistici e le liste d&#8217;attesa che si prolungano ogni settimana di più?</p>
<p>Leggi l&#8217;articolo del <a href="http://www.studiodentisticoorlandini.it/wp-content/uploads/2014/09/Ilgiornale-del-19.092014.pdf">Ilgiornale del 19.092014</a></p>
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		<title>Trovato ad Isernia il dente deciduo di un bimbo di 600 mila anni fa. Molto probabilmente il resto umano più antico scoperto in Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Sep 2014 03:57:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Studio Dentistico Orlandini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

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		<description><![CDATA[Risale a circa tre mesi fa il ritrovamento di un dentino deciduo (il primo incisivo superiore sinistro) di circa 7 mm. appartenuto ad un bambino di “homo heidelbergensis” vissuto circa 600 mila anni fa, probabilmente il resto umano più antico mai trovato in Italia. Il ritrovamento è avvenuto nella &#8220;Pineta d&#8217;Isernia&#8221; ( sito paleolitico risalente [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Risale a circa tre mesi fa il ritrovamento di un dentino deciduo (il primo incisivo superiore sinistro) di circa 7 mm. appartenuto ad un bambino di “homo heidelbergensis” vissuto circa 600 mila anni fa, probabilmente il resto umano più antico mai trovato in Italia.</strong></p>
<p>Il ritrovamento è avvenuto nella &#8220;Pineta d&#8217;Isernia&#8221; ( sito paleolitico risalente a 700 mila anni fa scoperto nel ’79 e candidato nel 2006 a divenire “patrimonio dell’umanità”) in seguito di una campagna di scavo condotta dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici del Molise e dall&#8217;Università di Ferrara, sotto la direzione scientifica di Carlo Peretto (UniFerrara). Spiega una nota della Direzione regionale Beni Culturali e Paesaggistici: «Il dente è un primo incisivo superiore sinistro da latte di un bambino deceduto all&#8217;età di circa 5-6 anni e mostra caratteristiche particolari, che non si ritrovano negli altri reperti rinvenuti in Europa, seppur riconducibili ad un ampio contesto cronologico.<span id="more-967"></span></p>
<p>Da questi si discosta perché più gracile e meno bombato». «Sulla base delle sue caratteristiche, per le dimensioni e per l’età cronologica – continua la nota &#8211; il reperto viene attribuito all’homo heidelbergensis, antenato dell&#8217;uomo di Neanderthal». La scoperta viene definita «straordinaria» in quanto «consente di fare luce sulla variabilità di homo heidelbergensis, apparentemente molto pronunciata e di sottolineare la peculiarità dei resti umani italiani più recenti, che mostrano spesso una persistenza di caratteri arcaici se confrontati al resto dell&#8217;Europa». La Direzione regionale dei Beni Culturali sottolinea inoltre che «il ritrovamento porta un arricchimento notevole al giacimento La Pineta, già noto per la complessità delle archeosuperficie esplorate in questi anni, la ricchezza dei reperti faunistici, l&#8217;articolata produzione di reperti in selce e per le evidenze connesse con le strategie di sussistenza in un ambiente di 600 mila anni fa»</p>
<p>Fonte: Dental Tribune, 9.09.2014</p>
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