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	<title>Studio Dentistico Orlandini &#187; Studio Dentistico Orlandini</title>
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	<description>..perchè un buon sorriso ci rende molto più felici!</description>
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		<title>L’AIFA autorizza l’utilizzo della tossina botulinica riconoscendo il ruolo medico dell’odontoiatra</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Mar 2017 21:14:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Studio Dentistico Orlandini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[AIFA]]></category>
		<category><![CDATA[tossina botulinica]]></category>

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		<description><![CDATA[L’AIFA ha autorizzato l’utilizzo della tossina botulinica a scopo terapeutico agli odontoiatri. Lo ha fatto su richiesta di POIESIS (Perioral and Oral Integrated Esthetics Scientific International Society) e di SIMEO (Associazione Italiana di Medicina Estetica Odontoiatrica), i cui presidenti Ezio Costa e Antonio Guida hanno lavorato assiduamente per anni per arrivare a questo storico risultato. Sulla [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’AIFA ha autorizzato l’utilizzo della tossina botulinica a scopo terapeutico agli odontoiatri. Lo ha fatto su richiesta di POIESIS (Perioral and Oral Integrated Esthetics Scientific International Society) e di SIMEO (Associazione Italiana di Medicina Estetica Odontoiatrica), i cui presidenti Ezio Costa e Antonio Guida hanno lavorato assiduamente per anni per arrivare a questo storico risultato. Sulla “vexata quaestio” riferisce Ezio Costa.</strong></p>
<p><strong>Finalmente è arrivato l’auspicato utilizzo. Diciamo finalmente perché da quanto tempo si parla del problema?<br />
</strong><em>Dalla nascita di POIESIS, nel 2009 ci siamo occupati della grande confusione riguardo ruolo e possibilità di intervento dell’odontoiatra nella regione periorale. In particolare, per quanto riguarda la tossina botulinica, si diceva (società di medicina estetica, pareri interpretativi) che l’odontoiatra non era medico e non poteva usare farmaci non autorizzati per le sue competenze. Noi (in particolare POIESIS e SIMEO) abbiamo sempre sostenuto invece che l’odontoiatra fosse medico (Cass. Civile 22 novembre 2000 n. 15078) e che poteva usare, secondo scienza e coscienza, qualsiasi presidio medico e farmaco (naturalmente nelle sue aree di competenza: i “relativi tessuti” dell’art. 2 della legge 409/’85). Il provvedimento dell’AIFA interviene proprio su questo aspetto. <span id="more-1264"></span></em></p>
<p><strong>In che cosa consiste il provvedimento AIFA?<br />
</strong><em>Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, allarga l’utilizzo per scopi terapeutici della tossina botulinica agli Odontoiatri, riconoscendone il ruolo medico specialistico. Nello specifico si tratta di indicazioni già approvate per altri specialisti e riguardano gli spasmi emi-facciali (per esempio post-paralitici o dopo conflitto neuro-vascolare) e le distonie focali associate. L’Odontoiatra, in quanto medico, potrà così utilizzare un farmaco come la tossina botulinica nelle sue “aree di competenza facciali”.</em></p>
<p><strong>A monte di tale provvedimento c’è l’azione stimolatrice di Poiesis e Simeo. Vogliamo ricostruirne le fasi salienti?<br />
</strong><em>Il nostro lavoro comune aveva preso forma e forza col documento di Consensus del 2015, approvato dalle nostre società scientifiche e dalle sigle sindacali di categoria in risposta al parere del CSS (che tanta confusione aveva creato), in cui si riaffermava che non vi era alcun dubbio sulle competenze mediche generali esercitabili dal medico odontoiatra sul terzo medio ed inferiore del viso, comprensive altresì dei trattamenti aventi finalità estetiche.</em></p>
<p><strong>Quali prospettive apre all’attività odontoiatrica tale provvedimento? Quali conseguenze pratiche avrà?<br />
</strong><em>Ribadisco che la cosa più importante è che finalmente è riconosciuto il ruolo medico specialistico del laureato in odontoiatria. Questo lo autorizza a usare la tossina botulinica per finalità terapeutiche, anche in modalità off-label. Le indicazioni sono molteplici e riguardano i muscoli mimici e scheletrici facciali, coinvolti nel sorriso, nella masticazione (ATM) e nella postura. In anteprima posso anche dire che sto conducendo, assieme ad una collega neurologa dell’Università di Verona, studi clinici che analizzano altri disturbi muscolari facciali che potrebbero rientrare nelle indicazioni approvate, per esempio il bruxismo!</em></p>
<p><strong>Si può affermare che con questa disposizione AIFA, l’Odontoiatria, come pacificamente ammesso ormai da molti, sempre meno “ancella” della Medicina, assurge a nuova dignità?.<br />
</strong><em>Assolutamente si. Naturalmente, come sempre, la nostra etica professionale ci deve guidare ad avere la giusta formazione prima di qualsiasi trattamento. Credo sia giunto il momento che i trattamenti dei tessuti molli facciali siano finalmente argomento di studio a partire dal percorso di laurea in odontoiatria. Colgo quest’occasione per invitare tutti a partecipare venerdì 31 Marzo a Roma al corso accreditato &#8220;Odontoiatria e Medicina del Benessere: l&#8217;evoluzione dello studio odontoiatrico&#8221; (Info e iscrizioni: <a href="http://www.poiesisweb.eu/evento/odontoiatria-e-medicina-del-benessere-levoluzione-dello-studio-dentistico/" target="_blank">clicca qui</a>) organizzato in collaborazione con l’Università di Camerino, il patrocinio di ANDI, AIO, SIMEO e POIESIS dove avremo modo di confrontarci anche su questa nuova e importante notizia.</em></p>
<p><strong>E ora il commento del presidente SIMEO, Antonio Guida<br />
</strong><em>«Da tempo la Società cerca di uniformare l’offerta terapeutica dei dentisti italiani alle possibilità terapeutiche dei colleghi europei nell’interesse dei pazienti che affetti da gravi patologie odontotomatologiche non hanno fino a oggi avuto possibilità di risoluzione. Mi riferisco a ipertoni importanti della muscolatura masticatoria con ripercussioni non solo sulla vita di relazione ma anche sul buon esito di riabilitazioni odontoprotesiche implantologiche e ortodontiche complesse che solo con l’utilizzo della tossina botulinica di tipo A è possibile dominare.</em><br />
<em> Abbiamo presentato più di 256 lavori internazionali pubblicati sulle più prestigiose riviste scientifiche sull’utilizzo della tossina botulinica in campo odontoiatrico e “finalmente” anche tutta l’odontoiatria italiana con quest’ultimo dispositivo dell’AIFA si è allineata all’offerta terapeutica dei colleghi europei e non solo. Questo risultato che ha richiesto un grosso impegno al quale ha contribuito il dr. Nicola Illuzzi indirizzandoci tra i meandri burocratici necessari, segna un passo importante per i pazienti e gli odontoiatri italiani, perché sancisce, se mai ce ne fosse stato bisogno, il ruolo medico dell’odontoiatra nei territori anatomici di pertinenza».</em></p>
<p><strong>Fonte: Dental Tribune Italia, 13.03.2017</strong></p>
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		<title>Gengive rosse e dolenti</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Nov 2016 10:50:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Studio Dentistico Orlandini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Igiene]]></category>
		<category><![CDATA[gengiviti]]></category>

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		<description><![CDATA[Durante la gravidanza capita spesso di soffrirne a causa di cambiamenti ormonali tipici del periodo. Per evitare che il disturbo si trasformi in un problema più serio, occorre dedicare particolare attenzione all&#8217;igiene orale. Tutte le trasformazioni che avvengono durante l&#8217;attesa possono favorire la comparsa della gengivite. Durante la gestazione, infatti, si registra un considerevole aumento [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1261" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.studiodentisticoorlandini.it/wp-content/uploads/2016/11/Gengive-rosse-e-dolenti.jpeg"><img class="size-medium wp-image-1261 " alt="Fonte: Bimbi sani e belli_10.2016" src="http://www.studiodentisticoorlandini.it/wp-content/uploads/2016/11/Gengive-rosse-e-dolenti-300x285.jpeg" width="300" height="285" /></a><p class="wp-caption-text">Fonte: Bimbi sani e belli_10.2016</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Durante la gravidanza capita spesso di soffrirne a causa di cambiamenti ormonali tipici del periodo. Per evitare che il disturbo si trasformi in un problema più serio, occorre dedicare particolare attenzione all&#8217;igiene orale.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tutte le trasformazioni che avvengono durante l&#8217;attesa possono favorire la comparsa della gengivite. Durante la gestazione, infatti, si registra un considerevole aumento nel sangue dei livelli ormonali, soprattutto degli estrogeni e del progesterone, sostanze che determinano una dilatazione dei capillari (sottili vasi sanguigni), incrementando la vascolarizzazione gengivale. Alcuni disturbi tipici dei nove mesi, poi, come il reflusso gastroesofageo e le nause mattutine, oltre a modificare la quantità e la qualità della saliva che diventa più acida, portano la donna a mangiare di frequente per contrastare la nausea.</p>
<p style="text-align: justify;">Leggi qui l&#8217;articolo completo di <a href="http://www.studiodentisticoorlandini.it/wp-content/uploads/2016/11/Bimbi-sani-e-belli_10.2016.pdf">Bimbi sani e belli_10.2016</a></p>
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		<title>I batteri orali, potenziali responsabili dell’emicrania</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Nov 2016 09:59:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Studio Dentistico Orlandini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[batteri orali]]></category>
		<category><![CDATA[emicrania]]></category>

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		<description><![CDATA[LA JOLLA, Calif., USA: il mal di testa, e l’emicrania in particolare, sono malattie ampiamente diffuse e hanno il potere di inficiare la qualità della vita di milioni di persone. Una nuova ricerca ha messo in luce come le persone che soffrono di emicrania mostrino un numero significativamente maggiore di microbi nella propria bocca. Nello [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 620px"><a href="http://www.dental-tribune.com/articles/news/italy/31710_i_batteri_orali_potenziali_responsabili_dellemicrania.html?utm_campaign=DENTAL_TRIBUNE_DAILY_ITA&amp;utm_medium=Newsletter&amp;utm_source=WCMcloud.com&amp;utm_content=" target="_blank"><img class=" " title="Milioni di persone nel mondo soffrono di emicrania. La condizione può essere associata ai batteri presenti nella cavità orale." alt="" src="http://d2hk903c99hmw.cloudfront.net/thumbCache/3/4/9/resize_1478172943_uploads_images_b9d60364bfe6b9283dc7e88e3665f9b9_jpg_610x0_85.jpg" width="610" height="342" /></a><p class="wp-caption-text">Foto: Piotr Marcinski/Shutterstock</p></div>
<div>
<p style="text-align: justify;"><strong>LA JOLLA, Calif., USA: il mal di testa, e l’emicrania in particolare, sono malattie ampiamente diffuse e hanno il potere di inficiare la qualità della vita di milioni di persone. Una nuova ricerca ha messo in luce come le persone che soffrono di emicrania mostrino un numero significativamente maggiore di microbi nella propria bocca.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nello studio, i ricercatori hanno isolato batteri da 172 campioni orali e da 1.996 campioni fecali, scoprendo che la maggioranza di loro si divideva tra emicranici e non emicranici. Un’ulteriore analisi dei campioni orali ha messo in luce come i geni che codificano i nitrati, i nitriti e gli enzimi ossido nitrici fossero significativamente più abbondanti nei batteri emicranici.</p>
<p style="text-align: justify;">I composti che contengono i nitrati sono stati identificati come responsabili del mal di testa. Possono trovarsi nel cibo, come la carne e le verdure a foglia verde, e in certe medicine. I batteri orali sono in grado di trasformare i nitrati in nitriti, i quali, una volta in circolazione nel sangue e sotto certe condizioni, possono essere convertiti in ossido.<span id="more-1245"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante la ricerca indichi una potenziale correlazione tra i batteri che riducono i nitrati nella cavità orale e l’emicrania, sono necessarie ulteriori verifiche per stabilire se questi batteri siano la causa o la risultante delle emicranie, o ancora se vi sono indirettamente legati in qualche altro modo, hanno detto i ricercatori.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo la Migraine Research Foundation, circa un miliardo di persone nel mondo (38 milioni solo negli Stati Uniti) soffrono di emicrania, rendendola la terza malattia più diffusa al mondo. In ogni caso, più della metà di queste patologie non è diagnosticata poiché gli individui non cercano cure mediche.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio, intitolato“Migraines are correlated with higher levels of nitrate-, nitrite-, and nitric oxide-reducing oral microbes in the American Gut Project Cohort”, è apparso il 18 ottobre su mSystems, un giornale open access pubblicato dalla American Society for Microbiology ed è stato condotto presso la University of California, San Diego School of Medicine.</p>
<div><strong><a>Fonte: </a><a href="http://www.dental-tribune.com/articles/news/italy/31710_i_batteri_orali_potenziali_responsabili_dellemicrania.html?utm_campaign=DENTAL_TRIBUNE_DAILY_ITA&amp;utm_medium=Newsletter&amp;utm_source=WCMcloud.com&amp;utm_content=" target="_blank">Dental Tribune International, 4.11.2016</a></strong></div>
<p>&nbsp;</p>
<div></div>
</div>
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		<title>I miei denti sono importanti</title>
		<link>https://www.studiodentisticoorlandini.it/2016/11/02/i-miei-denti-sono-importanti/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2016 21:58:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Studio Dentistico Orlandini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[igiene orale]]></category>
		<category><![CDATA[spazzolino]]></category>

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		<description><![CDATA[“I denti sono importanti”, questa la risposta che si riceve quando si domanda alle persone dei loro denti. La maggior parte degli individui considera infatti la cura della propria bocca più importante di altri ambiti come i capelli o l’abbronzatura. La ragione è che i denti sono fondamentali per essere in salute e per godere [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>“I denti sono importanti”, questa la risposta che si riceve quando si domanda alle persone dei loro denti. La maggior parte degli individui considera infatti la cura della propria bocca più importante di altri ambiti come i capelli o l’abbronzatura.</strong></p>
<p>La ragione è che i denti sono fondamentali per essere in salute e per godere delle cose che ci piacciono, il cibo per esempio, per tutto il corso della vita. In passato la convinzione era che invecchiando si sarebbero persi i denti, uno scenario che ormai non è più comune in quanto anche gli anziani sono in grado di mantenere i propri denti più a lungo che mai, addirittura per tutta la vita.</p>
<p>Tuttavia, quello che molti non sanno è che il rischio di contrarre carie aumenta con l’invecchiamento. Una delle ragioni è da ricercarsi nella bocca secca, risultato dell’utilizzo frequente di farmaci. Circa il 40% delle persone fa uso di almeno un tipo di medicinale che può intaccare i denti. Un’altra ragione è che i nervi all’interno dei denti diventano meno sensibili e quando si avverte il dolore della carie è ormai troppo tardi.<span id="more-1240"></span></p>
<p>Quindi, come ci si può prendere cura al meglio della propria dentatura in modo che duri per una vita intera? La risposta risiede in una cura quotidiana e in visite regolari dal dentista. Seguire i consigli del clinico, usare lo spazzolino almeno due volte al giorno e un prodotto interdentale per coadiuvarlo. Inoltre, il fluoruro aiuta a rinforzare i denti e combatterne il decadimento, è importante usare un dentifricio che lo contenga e farlo con spazzolini morbidi e in grado di pulire ogni angolo della bocca.</p>
<p>La dieta e uno stile di vita corretto contribuiscono all’adeguata gestione dell’igiene orale. Smettere di fumare, ridurre il consumo di alcool, zucchero o bevande zuccherate, sono altre accortezze da mantenere, come anche rimuovere quotidianamente la placca. Importante, soprattutto, è il modo in cui ci laviamo i denti: le due questioni centrali sono come e per quanto spazzoliamo. I dentisti raccomandano di lavare i denti per almeno due minuti, anche se poche persone lo fanno davvero, il 50% di queste raccomandazioni vengono spesso disattese. Inoltre, gli studi dimostrano che gli uomini sono meno scrupolosi quando si tratta di igiene orale rispetto alle donne. Il 73% delle donne lava i denti due volte al giorno contro il 62% degli uomini, utilizzando anche più frequentemente il filo interdentale.</p>
<p>Ecco quindi alcuni suggerimenti per una corretta igiene orale:</p>
<p>• Usare uno spazzolino confortevole da tenere in mano. Esistono diverse misure e forme; in uno studio si è dimostrato che queste variabili incidono sulla qualità con cui ci si lava i denti.<br />
• Le differenze nella testa dello spazzolino sono anch’esse questione di preferenza personale; l’importante è che sia possibile muoverlo agevolmente nella bocca in modo da raggiungere tutte le aree che necessitano pulizia, soprattutto i molari.<br />
• Anche le setole possono influenzare la pulizia dentale, i dentisti raccomandano setole morbide in modo che durante la pulizia non si irritino le gengive.<br />
• Inoltre, è importante non scambiarsi lo spazzolino e conservarlo in modo igienico. Lasciarlo in posizione verticale e ad asciugare all’aria. In viaggio, invece, è bene proteggerlo dal contatto con gli altri effetti personali, per esempio con un cappuccio, che però abbia un qualche tipo di aerazione.</p>
<p>Mantenere i denti in salute è importante e dipende grandemente dai nostri sforzi quotidiani.</p>
<p><strong>Fonte: Dental Tribune International, 31.10.2016</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Stati Uniti: il 50% dei pazienti riceve prescrizioni di antibiotici inadeguate</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2016 21:48:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Studio Dentistico Orlandini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotico]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mondo del dentale, come la medicina in generale, è qualcosa di vivo, che non può prescindere dai mutamenti, rapidi e spesso imprevedibili, della società, della tecnologia e della ricerca. Un nuovo studio sull’utilizzo dei farmaci da parte dei medici americani getta luce su un potenziale problema in grado di toccare tutto l’ambito della salute. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il mondo del dentale, come la medicina in generale, è qualcosa di vivo, che non può prescindere dai mutamenti, rapidi e spesso imprevedibili, della società, della tecnologia e della ricerca. Un nuovo studio sull’utilizzo dei farmaci da parte dei medici americani getta luce su un potenziale problema in grado di toccare tutto l’ambito della salute. Riportiamo qui le considerazioni che ne derivano.</strong></p>
<p>Solo la metà dei pazienti americani che contraggono le infezioni più comuni (sinusite, mal di gola e infezioni all’orecchio) ricevono l’antibiotico corretto per la propria condizione, questo lo scenario delineato dallo studio dei Centers for Disease Control e dei Prevention e Pew Charitable Trusts.</p>
<p>Un quadro ancora più preoccupante se si pensa ai dati di un altro studio, risalente solo a pochi mesi prima e sempre a cura dei Centers for Disease Control and Prevention: una prescrizione di antibiotici su tre è inappropriata. Il risultato di questa situazione è la crescita di batteri sempre più resistenti agli antibiotici, sia a causa del numero di prescrizioni sia del tipo di farmaci prescritti.<span id="more-1237"></span></p>
<p>David Hyun, co-autore dello studio e specialista di malattie infettive, afferma che gli antibiotici raccomandati di prima linea, quelli cioè che colpiscono un numero minore di batteri, sono prescritti solo nel 52% dei casi, quando in realtà una percentuale corretta dovrebbe essere almeno nell’ordine dell’80%; in tutti gli altri casi vengono suggeriti ai pazienti antibiotici a più ampio spettro, con il conseguente rischio di innescare la resistenza ai farmaci. Entrambi gli studi si basano su dati raccolti a campione tra il 2010 e il 2011 in strutture quali studi medici, ospedali, ambulatori e servizi di emergenza.</p>
<p>Hyun prosegue dicendo che la situazione è rischiosa in quanto foriera di un futuro in cui si perderà gradualmente l’efficacia dei farmaci e il paziente si troverà affetto da un batterio ormai resistente a tutti gli antibiotici disponibili.</p>
<p>Altri, poi, i dati che fanno riflettere: le prescrizioni inadeguate colpiscono maggiormente gli adulti rispetto ai bambini: a più del 60% dei pazienti adulti affetti da mal di gola, per esempio, è stato prescritto un antibiotico che non è raccomandato dalle linee guida mediche, mentre la percentuale riguardante i bambini si attestava sul 40%.</p>
<p>Le cause dietro a queste diagnosi errate non sono state approfondite, ma Hyun ipotizza che i medici possano essere più propensi a ricorrere agli antibiotici ad ampio spettro ogniqualvolta non sono sicuri della malattia che affligge il paziente. Un antibiotico ad ampio spettro, infatti, è percepito come un trattamento più semplice e sicuro, almeno nell’immediato, anche se va contro a ciò che è meglio per l’interesse generale dei pazienti e della salute pubblica.</p>
<p><strong> Fonte: <a href="http://www.dental-tribune.com/articles/news/italy/31658_stati_uniti_il_50_dei_pazienti_riceve_prescrizioni_di_antibiotici_inadeguate.html" target="_blank">Dental Tribune Italia, 2.11.2016</a></strong></p>
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		<title>Rimetti a nuovo il sorriso</title>
		<link>https://www.studiodentisticoorlandini.it/2016/11/02/rimetti-a-nuovo-il-sorriso/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2016 21:24:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Studio Dentistico Orlandini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[apparecchi invisibili]]></category>
		<category><![CDATA[faccette]]></category>

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		<description><![CDATA[Faccette che ricoprono le imperfezioni. Apparecchi invisibili, Esami hitech. Ecco le soluzioni ad hoc che puoi richiedere al tuo dentista. Hai un dente consumato? Oppure degli spazi fra i denti frontali (i cosiddetti di astemi). La soluzione ideale è la faccetta dentale, che garantisce un ottimo risultato estetico e riduce i rischi per i lente. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Faccette che ricoprono le imperfezioni. Apparecchi invisibili, Esami hitech. Ecco le soluzioni ad hoc che puoi richiedere al tuo dentista.</strong></p>
<p>Hai un dente consumato? Oppure degli spazi fra i denti frontali (i cosiddetti di astemi). La soluzione ideale è la faccetta dentale, che garantisce un ottimo risultato estetico e riduce i rischi per i lente. Per applicarla basta &#8220;limare&#8221; una percentuale minima di sostanza dentale. Hai un dente devitalizzato? E&#8217; più fragile rispetto agli altri e più a rischio di frattura. Va protetto, ricoprendolo con una corona dentale. Hai i denti storti, ti hanno proposto l&#8217;apparecchio ma ti sembra troppo impegnativo. Hai un canino incluso?</p>
<p>Leggi qui l&#8217;articolo completo di <a title="Rimetti a nuovo il sorriso" href="http://www.studiodentisticoorlandini.it/wp-content/uploads/2016/11/Donna-Moderna_1.11.2016.pdf">Donna Moderna_1.11.2016</a></p>
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		<title>Oral Cancer Day 2016</title>
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		<pubDate>Thu, 26 May 2016 20:24:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Studio Dentistico Orlandini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[Oral Cancer day]]></category>
		<category><![CDATA[tumore alla bocca]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche quest&#8217;anno lo Studio partecipa all&#8217;Oral Cancer Day, dal 23 maggio al 24 giugno 2016 Il tumore del cavo orale è una forma di cancro che, nella maggioranza dei casi, colpisce le cellule di rivestimento della bocca. In particolare, si sviluppa più frequentemente sulla lingua, sulla mucosa delle guance, sul pavimento della bocca e sull’orofaringe. In Italia rappresenta il 7% dei [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.studiodentisticoorlandini.it/wp-content/uploads/2016/05/Oral-Cancer-Day-2016.tiff"><img class="wp-image-1217 alignleft" alt="Studio Dentistico Orlandini" src="http://www.studiodentisticoorlandini.it/wp-content/uploads/2016/05/Oral-Cancer-Day-2016.tiff" width="277" height="371" /></a>Anche quest&#8217;anno lo Studio partecipa all&#8217;Oral Cancer Day, dal 23 maggio al 24 giugno 2016</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il tumore del cavo orale è una forma di cancro che, nella maggioranza dei casi, colpisce le cellule di rivestimento della bocca. In particolare, si sviluppa più frequentemente sulla lingua, sulla mucosa delle guance, sul pavimento della bocca e sull’orofaringe.</p>
<p style="text-align: justify;">In Italia rappresenta il 7% dei tumori nell’uomo e l’1% nella donna, ma la sua incidenza complessiva è in aumento, così come il tasso di mortalità. Ogni anno si registrano circa 6.000 nuovi casi con una mortalità, a 5 anni dalla diagnosi, di oltre il 70%. E come se ogni tre ore una persona morisse a causa di questa grave patologia.</p>
<p style="text-align: justify;">L’elevato tasso di mortalità è dovuto al fatto che il tumore del cavo orale è troppo spesso scoperto in ritardo. Un’adeguata prevenzione e soprattutto la diagnosi precoce, sono l’unico strumento di cura. Quando il carcinoma è rilevato e curato nella sua fase iniziale, si ottiene infatti una guarigione completa.<span id="more-1212"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il dato più allarmante è che, ancora oggi, particolarmente il cancro della bocca, ha una sopravvivenza oltre il tempo di cura del 5%. Dopo i 5 anni è del 19%. Dopo i 20 anni è dell’11%.</p>
<p style="text-align: justify;">La prevenzione e la diagnosi precoce sono dunque importantissime perché garantiscono uno standard di sopravvivenza dell’80% e consentono interventi terapeutici mediamente poco invasivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Sabato 21 maggio 2016 nei gazebo allestiti in circa 80 piazze italiane i dentisti volontari ANDI ti aspettano per parlarti dei fattori di rischio e degli stili di vita da adottare per prevenire questa grave forma tumorale, e per ricordarti che prevenzione e visite di controllo sono lo strumento più efficace nel combattere il tumore del cavo orale.</p>
<p style="text-align: justify;">Oppure chiama ora in Studio e prenota la tua visita gratuita e specifica per ispezioni su gengive, lingua, tessuti molli della bocca e orofaringe, per imparare a effettuare l’autoesame della bocca e per avere tutte le informazioni utili per difenderti dal tumore del cavo orale.</p>
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		<title>Nutrizione e salute dei denti</title>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2016 21:37:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Studio Dentistico Orlandini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Igiene]]></category>
		<category><![CDATA[Prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[smalto]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo sviluppo dello smalto dei primi denti ha inizio già durante la gestazione a partire dalla quattordicesima settimana e prosegue fina al quarto mese dopo la nascita. Le lesioni dello smalto degli incisivi decidui sono quindi causate con molta probabilità da traumi perinatali o neonati. Il processo fisiologico di mineralizzazione della dentizione permanente viene avviato [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Lo sviluppo dello smalto dei primi denti ha inizio già durante la gestazione a partire dalla quattordicesima settimana e prosegue fina al quarto mese dopo la nascita. Le lesioni dello smalto degli incisivi decidui sono quindi causate con molta probabilità da traumi perinatali o neonati. Il processo fisiologico di mineralizzazione della dentizione permanente viene avviato invece in vicinanza della nascita con i primi molari, e tutti gli elementi dentari, a eccezione dei terzi molari, di solito, iniziano a mineralizzarsi prima del terzo anno di età.</p>
<p style="text-align: justify;">Un eventuale danno dello smalto dei denti è purtroppo permanente, esso influenzerà l&#8217;estetica e la predisposizione all&#8217;insorgenza di malattie dentali dell&#8217;età adulta.</p>
<p style="text-align: justify;">Leggi qui l&#8217;articolo completo di <a href="http://www.studiodentisticoorlandini.it/wp-content/uploads/2016/05/Elisir-di-Salute-del-01-04-2016.pdf">Elisir di Salute del 01-04-2016</a></p>
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		<title>La presenza in bocca di alcuni batteri potrebbe essere indice di un maggior rischio di sviluppo del cancro del pancreas</title>
		<link>https://www.studiodentisticoorlandini.it/2016/05/18/la-presenza-in-bocca-di-alcuni-batteri-potrebbe-essere-indice-di-un-maggior-rischio-di-sviluppo-del-cancro-del-pancreas/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 May 2016 20:40:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Studio Dentistico Orlandini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[batteri]]></category>
		<category><![CDATA[pancreas]]></category>

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		<description><![CDATA[NEW YORK, Stati Uniti. Si è scoperto che il rischio di sviluppare il cancro al pancreas è associato a specifici batteri nella bocca. Si spera che la ricerca permetta un trattamento precoce e più preciso della malattia, che è una delle più comuni cause di morte da cancro negli uomini e nelle donne. Ossia più [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>NEW YORK, Stati Uniti. Si è scoperto che il rischio di sviluppare il cancro al pancreas è associato a specifici batteri nella bocca. Si spera che la ricerca permetta un trattamento precoce e più preciso della malattia, che è una delle più comuni cause di morte da cancro negli uomini e nelle donne. Ossia più di 40.000 decessi ogni anno nei soli Stati Uniti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Altri studi hanno dimostrato che i pazienti affetti da cancro del pancreas sono conseguenti vittime della malattia parodontale, di carie e di cattive condizioni di salute orale generali. Pertanto, il gruppo di ricerca della NYU Langone Medical Center si è impegnato nella ricerca di collegamenti diretti tra la composizione dei batteri che causano la malattia orale e il successivo sviluppo del cancro al pancreas.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-1206"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Si è confrontato il contenuto di batteri in campioni di collutorio di 361 uomini e donne americani, che avevano sviluppato il cancro al pancreas con quei 371 campioni di persone di età, sesso e stessa etnia che non avevano sviluppato la malattia ed hanno scoperto che gli uomini e le donne con microbiologia del cavo orale comprensiva di Porphyromonas gingivalis, una delle principali cause di malattia parodontale, hanno subito un rischio complessivo maggiore del 59 per cento di sviluppare il cancro al pancreas rispetto a quelli con una microbiologia che non conteneva il batterio. Allo stesso modo, le persone con l’Aggregatibacter actinomycetemcomitans, associato alla parodontite grave, avevano il 50 per cento probabilità in più di nell’insieme di sviluppare la malattia.</p>
<p style="text-align: justify;">«La ricerca offre la prima prova diretta che i cambiamenti specifici della microbiologia orale rappresentino un probabile fattore di rischio di cancro del pancreas insieme all’età avanzata, sesso maschile, fumo, etnia afro-americana e fattori ereditari della malattia», ha detto il ricercatore senior ed epidemiologo Jiyoung Ahn.</p>
<p style="text-align: justify;">In un altro studio pubblicato il mese scorso, Ahn e i suoi colleghi hanno dimostrato che il fumo di sigaretta era legato al drammatico, anche se reversibile, cambiamento di quantità e del mix di batteri del microbioma orale. Ha detto tuttavia, che ulteriori ricerche sono necessarie per determinare se non vi sia rapporto di causa-effetto oppure come o se tali modifiche correlate al fumo alterino il sistema immunitario o inneschino in altri modi attività che causano il cancro del pancreas.</p>
<p style="text-align: justify;">I risultati sono stati presentati il 19 aprile in occasione della riunione annuale della American Association for Cancer Research a New Orleans.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fonte: Dental Tribune International del 9.05.2016</strong></p>
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		<title>Un scarsa salute dentale può portare ad una ridotta mobilità</title>
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		<pubDate>Wed, 18 May 2016 20:36:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Studio Dentistico Orlandini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[salute orale]]></category>

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		<description><![CDATA[SENDAI (Giappone). Ricercatori giapponesi hanno studiato l’associazione tra la scarsa salute orale e la ridotta mobilità negli individui anziani, concludendo che avere pochi denti e in cattivo stato si corre il rischio di una limitazione nei movimenti, soprattutto nei soggetti tra i 65 e i 74 anni. Dall’indagine potrebbe conseguire la promozione di una maggior [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>SENDAI (Giappone). Ricercatori giapponesi hanno studiato l’associazione tra la scarsa salute orale e la ridotta mobilità negli individui anziani, concludendo che avere pochi denti e in cattivo stato si corre il rischio di una limitazione nei movimenti, soprattutto nei soggetti tra i 65 e i 74 anni. Dall’indagine potrebbe conseguire la promozione di una maggior salute orale evitando che gli anziani rimangano troppo chiusi in casa.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il gruppo di studio ha utilizzato dati provenienti da un campione di 2.035 uomini e 2.355 donne dai 65 anni in su scelti in base all’abitudine di uscire di casa almeno una volta alla settimana. Dopo un’indagine durata quattro anni 324 (ossia il 7,4%) dei soggetti era costretto in casa, incapaci di muoversi oltre le quattro mura. I soggetti erano quegli stessi che nel 2006 e nel 2010 risposero a due indagini diverse effettuate per corrispondenza.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-1202"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Rispetto alla situazione in cui si trovano i loro denti si è scoperto che, in generale, i partecipanti con un minor numero mostravano una probabilità doppia di restare confinati in casa rispetto a quelli che ne avevano di più. Quasi il 10% di tali individui possedeva meno di 20 denti e nessuna protesi, mentre circa il 9% ne aveva meno di 20 e una protesi. E circa il 4% aveva 20 o più denti. Comunque nessuna associazione di questo tipo è stata notata nei partecipanti con più di 75 anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo i ricercatori molti fattori possono collegare la salute orale all’inattività. Per esempio la perdita di denti può influire sulla scelta del cibo, sull’apporto nutrizionale, la conversazione e il disagio sociale. Una scarsa salute orale può pertanto influenzare l’attività sociale dell’individuo e portarlo a isolarsi. L’essere confinati a casa costituisce inoltre, di per se stesso, una barriera d’accesso alla cura della bocca. È stata sottolineata la necessità di condurre ulteriori verifiche sul tema ma anche la considerazione che un maggior utilizzo di protesi tra la popolazione anziana potrebbe ridurre il rischio del confino dei pazienti nella propria casa.</p>
<p style="text-align: justify;">Intitolata “Does poor dental health predict becoming homebound among older Japanese?” la ricerca è stata pubblicata online il 30 aprile sul BMC Oral Health journal.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fonte: Dental Tribune International del 18.05.2016</strong></p>
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