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	<title>Studio Dentistico Orlandini &#187; Bambini</title>
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	<description>..perchè un buon sorriso ci rende molto più felici!</description>
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		<title>Gengive a posto e sta meglio tutto il corpo</title>
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		<pubDate>Tue, 19 May 2015 21:16:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Studio Dentistico Orlandini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;infiammazione in bocca si associa a malattie cardiovascolari, diabete e altre tipologie. Ecco perché è importante mantenere sane le strutture che proteggono le radici dei denti. Quando si parla di un sorriso smagliante si pensa subito a denti sani e bianchi. E si dimenticano le gengive, importanti strutture che servono a proteggere l&#8217;osso di sostegno [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;infiammazione in bocca si associa a malattie cardiovascolari, diabete e altre tipologie. Ecco perché è importante mantenere sane le strutture che proteggono le radici dei denti.</strong></p>
<p>Quando si parla di un sorriso smagliante si pensa subito a denti sani e bianchi. E si dimenticano le gengive, importanti strutture che servono a proteggere l&#8217;osso di sostegno e le radici dei denti. Un grave errore, dato che le infiammazioni che le colpiscono sono frequentissime: in Italia interessano oltre il 60% della popolazione. Trascurare le gengive mina non solo la salute della bocca, ma anche il benessere generale.</p>
<p>&#8220;Le malattie delle gengive sono associate con le malattie cardiovascolari, il diabete e con la nascita di bambini prematuri e sottopeso&#8221;, spiega Nicola Bethaz, odontoiatra dell&#8217;Associazione Nazionale Dentisti Italiani (ANDI).</p>
<p>Leggi qui l&#8217;articolo completo di <a href="http://www.studiodentisticoorlandini.it/wp-content/uploads/2015/05/Ok-Salute-e-Benessere_05.2015.pdf">Ok Salute e Benessere_05.2015</a></p>
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		<title>Le visite dal dentista sono fondamentali nella prevenzione delle carie infantili</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2015 22:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Studio Dentistico Orlandini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bambini]]></category>
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		<description><![CDATA[JENA, Germania: Uno studio tedesco ha scoperto che i bambini sottoposti a visita odontoiatrica in età infantile, corrono minor rischio di contrarre carie ai denti primari. Lo studio di lungo termine condotto presso l&#8217;Ospedale Universitario di Jena ha valutato l&#8217;impatto sulla carie della prima infanzia delle prime, regolari visite dal dentista. La ricerca si è [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>JENA, Germania: Uno studio tedesco ha scoperto che i bambini sottoposti a visita odontoiatrica in età infantile, corrono minor rischio di contrarre carie ai denti primari. Lo studio di lungo termine condotto presso l&#8217;Ospedale Universitario di Jena ha valutato l&#8217;impatto sulla carie della prima infanzia delle prime, regolari visite dal dentista. La ricerca si è basato su un programma di prevenzione mirante ad accrescere la consapevolezza nei genitori sull’importanza dell&#8217;igiene dentale dei figli.</strong></p>
<p>Più di 500 famiglie hanno preso parte al programma di prevenzione avviato nel 2009. I genitori sono stati informati sulle misure igieniche da prendere per la bocca dei bambini appena nati da pediatri, ostetriche, assistenti sociali e infermieri in un programma primo del suo genere in Germani, sviluppato in collaborazione con la città di Jena.<span id="more-1050"></span></p>
<p>Quattro anni dopo, è stato lanciato il programma di prevenzione. L’indagine ha constatato il successo dell’iniziativa confrontando i bambini partecipanti al programma con quelli che non sono stati coinvolti. I ricercatori hanno decisamente trovato un minor numero di casi di carie tra i bambini di tre-quattro anni, che avevano preso parte al programma rispetto a quelli che non l’avevano seguito.</p>
<p>In Germania, fino al 20 per cento dei bambini sui tre anni soffre di carie, un’affezione che può portare a estesi danni ai denti. Secondo i ricercatori dell&#8217;ospedale di Jena, regolari visite dal dentista e corrette pratiche d’igiene dentale (se si inizia all&#8217;età di un anno alla comparsa del primo dente) si dimostrano essenziali per prevenire carie e ulteriori danni alla dentatura primaria. I risultati dimostrano che i bambini a rischio di carie nell’età dell’infanzia hanno bisogno fino a quattro visite dal dentista per prevenirla.</p>
<p>Secondo la Prof.ssa Roswitha Heinrich-Weltzien, Capo del dipartimento di odontoiatria preventiva e pediatrica presso l’Ospedale universitario di Jena «i risultati del programma di prevenzione parlano da soli. Abbiamo dimostrato che la prima educazione e sensibilizzazione dei genitori può portare a una cura ottimale dei denti nell’infanzia – ha sottolineato – e favorire una visita dentistica durante il primo anno di vita del bambino».</p>
<p>Per valutare le conseguenze a lungo termine delle prime azioni preventive nella cura dei denti dei bambini, i ricercatori stanno ipotizzando per il 2016 un altro esame loro riservato. «Con questo riesame possiamo determinare l&#8217;influenza che le azioni preventive possono avere sullo sviluppo della carie sulla dentatura provvisoria di un bambino» ha spiegato Yvonne Wagner, specialista al Policlinico di odontoiatria preventiva e pediatrica e responsabile del programma di prevenzione.</p>
<p><strong>Fonte: Dental Tribune International, 24 febbraio 2015</strong></p>
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		<title>Ipomineralizzazione: un rischio in espansione per i denti dei più piccoli. I consigli da SIOI</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jan 2015 21:16:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Studio Dentistico Orlandini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[Ipomineralizzazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Si chiama Molar Incisor Hypomineralization (MIH) e, se non diagnosticata precocemente ed intercettata, può portare a quello che viene definito &#8220;post eruptive breack-down&#8221;, ossia alla frattura dello smalto dei denti. Coinvolge  i primi molari permanenti e gli incisivi sin dall&#8217;età pediatrica. È una patologia in espansione che colpisce i bambini già a partire dai 6 [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Si chiama Molar Incisor Hypomineralization (MIH) e, se non diagnosticata precocemente ed intercettata, può portare a quello che viene definito &#8220;post eruptive breack-down&#8221;, ossia alla frattura dello smalto dei denti. Coinvolge  i primi molari permanenti e gli incisivi sin dall&#8217;età pediatrica.</strong></p>
<p>È una patologia in espansione che colpisce i bambini già a partire dai 6 anni quando erompono i primi  denti permanenti ma può interessare anche i molari da latte.  La MIH è diffusa in tutto il mondo con prevalenze diverse riportate in letteratura e che variano in media dal 3% al 25%.</p>
<p>&#8220;È un quadro clinico che oggi osserviamo frequentemente, caratterizzato da una ipomineralizzazione  dei denti. Si tratta di un difetto qualitativo dello smalto che tende ad aggravarsi nel tempo . I denti ipomineralizzati &#8211; spiega la prof.ssa Raffaella Docimo, presidente della Società Italiana di Odontoiatria Infantile &#8211; si presentano con macchie bianco-giallastre o marroni, sono sensibili al caldo e al freddo, durante la masticazione e le manovre di igiene orale e, a causa della anomala  porosità dello smalto possono andare incontro a cedimento strutturale delle aree colpite&#8221;.<span id="more-1021"></span></p>
<p>L&#8217;eziologia è ignota, anche se sono stati ipotizzati diversi fattori che potrebbero essere la causa di insorgenza della patologia.</p>
<p>&#8220;Fondamentale &#8211; avverte l&#8217;esperta &#8211; è la diagnosi precoce e la identificazione dei soggetti a rischio. La terapia mira al trattamento della ipersensibilità, alla prevenzione della carie, al restauro degli elementi dentali compromessi, considerato comunque che è indifferibile il monitoraggio costante con follow up trimestrali&#8221;.</p>
<p>Fonte: Ufficio Stampa SIOI, 16 gennaio 2015</p>
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		<title>Poca odontoiatria per i più piccoli, carie in aumento del 15% in cinque anni</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jul 2014 21:31:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Studio Dentistico Orlandini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[carie]]></category>

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		<description><![CDATA[Congresso Sioi (Società Italiana Odontoiatria Infantile). A Napoli il punto sulle cure dentali pediatriche tra crisi economica e scarsa prevenzione.  La popolazione pediatrica italiana è a tutto rischio carie ma le liste di attesa nel pubblico sono piuttosto lunghe e gli studi privati restano una chimera per le fasce meno abbienti. La crisi morde e non [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Congresso Sioi (Società Italiana Odontoiatria Infantile). A Napoli il punto sulle cure dentali pediatriche tra crisi economica e scarsa prevenzione. </strong></p>
<p>La popolazione pediatrica italiana è a tutto rischio carie ma le liste di attesa nel pubblico sono piuttosto lunghe e gli studi privati restano una chimera per le fasce meno abbienti. La crisi morde e non mette a rischio solo la salute degli adulti. Negli ultimi 5 anni infatti l&#8217;incidenza della carie sui bambini è aumentata del 15%. A lanciare l&#8217;allarme è la Società Italiana di Odontoiatria Infantile (Sioi), che la scorsa settimana a Napoli ha fatto il punto nel primo Convegno Nazionale delle sezioni regionali.</p>
<p>Secondo i dati Sioi, in Italia la malattia cariosa, a 4 anni di età, vede l&#8217;interessamento del 21,6%, a 12 anni sono affetti da carie il 43,1% dei bambini mentre nella fascia d&#8217;età compresa tra i 19 e i 25 anni l&#8217;88,2% delle persone presentano delle lesioni cariose.</p>
<p>Leggi l&#8217;articolo del <a href="http://www.studiodentisticoorlandini.it/wp-content/uploads/2014/07/Il-Sole-24-Ore-Sanità-del-30.06.2014.pdf">Il Sole 24 Ore Sanità del 30.06.2014</a></p>
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		<title>Il destino dei bimbi felici è scritto nei denti da latte</title>
		<link>http://www.studiodentisticoorlandini.it/2014/04/23/il-destino-dei-bimbi-felice-e-scritto-nei-denti-da-latte/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Apr 2014 21:58:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Studio Dentistico Orlandini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cure e controlli indispensabili dalla prima infanzia. Una carie trascurata ipoteca la salute. I difetti possono generare complessi e insicurezza. Potrebbe sembrare impossibile, ma è più semplice curare la bocca di un bambino piuttosto che quella di un adulto. In effetti oggi, grazie a un approccio diverso rispetto al passato, la odontoiatria pediatrica riesce a [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Cure e controlli indispensabili dalla prima infanzia. Una carie trascurata ipoteca la salute. I difetti possono generare complessi e insicurezza.</p>
<p>Potrebbe sembrare impossibile, ma è più semplice curare la bocca di un bambino piuttosto che quella di un adulto. In effetti oggi, grazie a un approccio diverso rispetto al passato, la odontoiatria pediatrica riesce a gestire il piccolo paziente senza quei traumi che ancora oggi vengono riferiti quando un adulto racconta le esperienze odontoiatriche della sua infanzia.</p>
<p><span id="more-897"></span><!--more--></p>
<p>Iniziare un percorso di prevenzione quanto prima possibile e in condizione di benessere non associata ad un evento acuto, aiuta ad instaurare fra l&#8217;odontoiatra e il paziente già nei primi anni di vita, un rapporto di fiducia che porta ovviamente a una collaborazione che consentirà l&#8217;esecuzione, in caso di necessità, anche delle terapie più complicate.</p>
<p><!--more--></p>
<p>Leggi l&#8217;articolo di <a href="http://www.studiodentisticoorlandini.it/wp-content/uploads/2014/04/Il-Tempo-del-13.04.2014.pdf">Il Tempo del 13.04.2014</a></p>
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		<title>I batteri orali delle madri possono provocare carie nei loro figli</title>
		<link>http://www.studiodentisticoorlandini.it/2014/04/10/i-batteri-orali-delle-madri-possono-provocare-carie-nei-loro-figli/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Apr 2014 20:11:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Studio Dentistico Orlandini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[batteri]]></category>
		<category><![CDATA[carie]]></category>

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		<description><![CDATA[San Francisco, USA: Una nuova ricerca dagli Stati Uniti ha dimostrato che elevati livelli di batteri cariogeni nella bocca di una madre potrebbero essere un indicatore attendibile della carie infantile nel proprio figlio. Lo studio, pubblicato recentemente, ha documentato che la minaccia batterica salivare materna non solo è associata con l&#8217;infezione orale tra i bambini, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>San Francisco, USA: Una nuova ricerca dagli Stati Uniti ha dimostrato che elevati livelli di batteri cariogeni nella bocca di una madre potrebbero essere un indicatore attendibile della carie infantile nel proprio figlio. Lo studio, pubblicato recentemente, ha documentato che la minaccia batterica salivare materna non solo è associata con l&#8217;infezione orale tra i bambini, ma aumenta notevolmente il rischio di presenza di carie nella prima infanzia.</p>
<p><span id="more-883"></span></p>
<p>Per lo studio, i ricercatori dell&#8217;University of California hanno raccolto campioni batterici dentali e salivari a intervalli di tre &#8211; sei mesi su un campione di madri ispaniche con un basso reddito e sui loro figli, prendendo in analisi un lasso di tempo compreso tra la gravidanza e i 36 mesi successivi al parto per calcolare l&#8217;incidenza di carie del bambino. In totale, lo studio ha incluso 243 coppie di madre-figlio.</p>
<p>Nel corso dello studio, i ricercatori hanno trovato che i livelli salivari di <em>streptococchi mutans</em> e<em>lactobacilli</em> erano maggiori tra le madri di bambini affetti da carie rispetto ai bambini senza carie. In generale, hanno osservato che l&#8217;incidenza della carie era due volte più alta in bambini con madri che avevano livelli più elevati di batteri.</p>
<p>Secondo l&#8217;American Dental Association, batteri cariogeni, <em>streptococchi mutans </em>in particolare, sono trasmessi subito ai primi denti che il bambino mette. L&#8217;associazione raccomanda pertanto che i genitori, e le donne in gravidanza, visitino un dentista per diminuire i livelli di <em>steptococchi mutans</em> andando a ridurre il rischio del bambino di sviluppare carie della prima infanzia.</p>
<p>Lo studio, intitolato &#8220;Livelli batterici orali materni prevedono lo sviluppo di carie nella prima infanzia” è stato pubblicato online il 19 dicembre 2013, sul <em>Journal of Dental Research</em> prima della versione stampata.</p>
<p><strong>Fonte: Dental Tribune International, 04.2014</strong></p>
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		<title>Bocca sana e denti belli: ecco i 10 comandamenti del sorriso perfetto</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Mar 2014 22:26:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Studio Dentistico Orlandini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[Denti belli e sani]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>

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		<description><![CDATA[Avere denti sani e belli è possibile! E&#8217; un risultato che si può raggiungere seguendo senza fatica alcune regole molto importanti, alcune delle quali puntano essenzialmente sulla prevenzione che deve essere avviata sin da piccoli. Leggi l&#8217;articolo di Vero del 20.03.2014 &#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Avere denti sani e belli è possibile! E&#8217; un risultato che si può raggiungere seguendo senza fatica alcune regole molto importanti, alcune delle quali puntano essenzialmente sulla prevenzione che deve essere avviata sin da piccoli.</p>
<p><span id="more-855"></span></p>
<p>Leggi l&#8217;articolo di <a href="http://www.studiodentisticoorlandini.it/wp-content/uploads/2014/03/Vero-del-20.03.2014.pdf">Vero del 20.03.2014</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Dentifricio o gocce? Come dare il fluoro ai più piccoli, le nuove linee guida del Ministero</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Mar 2014 22:28:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Studio Dentistico Orlandini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[Fluoro]]></category>
		<category><![CDATA[Linee guida]]></category>
		<category><![CDATA[Ministero della Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Fluoro sì, fluoro no per prevenire la carie. Da che età lavare i denti. Quale dentifricio usare. Quando andare dal dentista. La prevenzione della salute orale nei bambini piccoli è una questione molto dibattuta tra pediatri, odontoiatri e genitori. A fare chiarezza sono arrivate le nuove linee guida per la prevenzione della salute orale in [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Fluoro sì, fluoro no per prevenire la carie. Da che età lavare i denti. Quale dentifricio usare. Quando andare dal dentista. La prevenzione della salute orale nei bambini piccoli è una questione molto dibattuta tra pediatri, odontoiatri e genitori. A fare chiarezza sono arrivate le nuove linee guida per la prevenzione della salute orale in età evolutiva, approvate dal Ministero della Salute. La novità principale è che viene riconosciuta la maggiore efficacia del fluoro ad azione locale, in pratica, con il dentifricio rispetto a quello somministrato per via sistemica (in gocce o pastiglie).</p>
<p>Se finora l&#8217;indicazione era di non usare dentifrici fluorati fino ai tre anni di età, ricorrendo invece alla fluoroprofilassi per bocca, adesso l&#8217;uso dello spazzolino viene consigliato fin dai 6 mesi, in alternativa o in aggiunta agli integratori. Ecco dunque che cosa dicono le nuove raccomandazioni.<br />
<span id="more-832"></span>Dai 6 mesi ai 6 anni si può usare un dentifricio contenente almeno mille ppm (parti per milione) di fluoro, 2 volte al giorno, con una quantità pari alla grandezza di un pisello. Se risulta difficile lavare i denti ai piccoli e per i bimbi ad alto rischio di carie si può ricorrere alle formulazioni in gocce o pastigliette, seguendo queste dosi: dai 6 mesi ai 3 anni 0,25 mg al giorno di fluoro in gocce; da 3 a 6 anni 0,50 mg al giorno di fluoro in gocce o pastiglie.</p>
<p>Dopo i 6 anni non c&#8217;è scelta: bisogna lavare i denti. Fin qui la teoria. Ma è possibile mettere in pratica queste indicazioni? Due le difficoltà: insegnare a lavare i denti correttamente a un bambino piccolissimo e rispettare i due appuntamenti quotidiani, dato che la maggior parte dei piccoli mangia a scuola. «Le Linee guida danno un indirizzo generale, chiarisce Laura Strohmenger, professore ordinario di odontoiatria e protesi dentaria all&#8217;Università degli Studi di Milano, che ha partecipato alla stesura del documento. Deve essere poi il pediatra a fornire indicazioni alla famiglia. Solo la conoscenza del singolo bambino, infatti, può dirci quando è bene cominciare a lavare i denti. Fino ad allora è necessario somministrare al bambino il fluoro per via sistemica ed eventualmente è possibile spazzolare i denti con un dentifricio senza fluoro. Se c&#8217;è una forte predisposizione alla carie si può associare all&#8217;uso del dentifricio fluorato una dose minima di fluoro in gocce».</p>
<p>A volte i genitori temono che il bambino possa ingerire troppo fluoro e si ammali di fluorosi , un&#8217;intossicazione che si manifesta con macchie bianche sullo smalto dei denti. «Un rischio che in Italia è praticamente inesistente, rassicura Strohmenger, dato che sia le acque degli acquedotti, sia quelle minerali contengono bassissime quantità di fluoro». C&#8217;è chi pensa che le nuove Linee guida arrivino con troppo ritardo. «L&#8217;Italia si allinea a ciò che all&#8217;estero si sa da anni; eravamo l&#8217;unico Paese a consigliare ancora la somministrazione di fluoro per via sistemica ? dice Roberto Ferro, direttore dell?Unità di odontoiatria dell?Azienda Ulss dell?Alta Padovana ?. Nel 1992 andai a un congresso a Helsinki, dove i colleghi stranieri mi fecero notare che erano ormai assodate la poca efficacia del fluoro per via sistemica e l&#8217;indicazione di privilegiare l&#8217;utilizzo del dentifricio fin da piccolissimi». Secondo le nuove Linee guida, il fluoro in gocce o pastiglie va comunque somministrato a bimbi con rilevanti problemi di carie. «Alcuni bambini sono più predisposti a questa malattia, spiega Ferro, e non si è ancora capito perché».</p>
<p>Secondo dati dell&#8217;Organizzazione mondiale della Sanità, nel 2006 in Italia la carie colpiva circa 120 mila bambini di 4 anni (il 21,6% del totale) e ben 250 mila dodicenni. Numeri che secondo la professoressa Strohmenger potrebbero essere confermati quest&#8217;anno, quando sarà pubblicato il nuovo report. «La prevenzione deve essere più diffusa, oggi viene fatta bene solo da pochi» spiega l&#8217;esperta. Ma perché vengono le carie? «Tra i maggiori fattori di rischio vi sono la quantità, la frequenza e la consistenza dei carboidrati fermentabili consumati lontano dai pasti, la scarsa igiene orale e un apporto non ottimale di fluoro» dice la presidente della Società italiana di odontoiatria infantile, Raffaella Docimo, professore di Odontoiatria pediatrica e igiene dentale all&#8217;Università Tor Vergata di Roma. Il pediatra ha un ruolo fondamentale nella cura della salute orale dei bambini. «Il medico curante deve valutare caso per caso il momento adatto per una visita specialistica, spiega Marina Picca, presidente della Società italiana delle cure primarie pediatriche. Ed è bene ricordare l?importanza di curare i denti da latte, per evitare il dolore, la presenza di focolai infettivi che possono danneggiare i denti e per ridurre il rischio di carie ai denti permanenti».</p>
<p>Fonte: <strong>Corriere della Sera, 23 febbraio 2014</strong></p>
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		<title>Le carie vanno curate già nei denti da latte</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Mar 2014 21:57:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Studio Dentistico Orlandini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[carie]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<p>Le carie nei dentini da latte vanno curate ed è fondamentale rivolgersi a dentisti esperti. Il trattamento, infatti, è un po’ diverso rispetto a quello riservato agli adulti. In molti ospedali esiste il reparto di odontoiatria pediatrica, e lì si va sul sicuro. Purtroppo gli ambulatori pubblici di odontoiatria hanno lunghe liste d’attesa, perciò, se ci deve rivolgere a studi privati, è bene verificare la competenza specifica dei singoli professionisti.</p>
<p>«Se non ci sono problemi particolari, la prima visitapuò essere programmata in genere intorno ai 5-6 anni, ma è il pediatra di riferimento che deve informare i genitori sulla salute orale del loro bambino e decidere quando è il caso di portarlo dal dentista &#8211; chiarisce Laura Strohmenger, professore di Odontoiatria e protesi dentaria all’Università degli Studi di Milano -. <span id="more-827"></span>La bocca del bambino è piccola e le radici dei denti da latte sono sottili, per questo praticare una devitalizzazione non è facile. In generale, le carie vengono curate in anestesia locale, come negli adulti; se il bambino è poco collaborante si ricorre all’anestesia generale o alla sedazione cosciente. Tuttavia, un dentista che abbia una buona esperienza nella cura dei bambini quasi sempre riesce a procedere senza questi mezzi».</p>
<p>Gli strumenti per la cura dei denti da latte sono simili a quelli usati per gli adulti, cambiano invece la tecnica e l’approccio. Ed è sbagliatissima l’idea di trascurare la salute della prima dentatura pensando: “tanto, è destinata a cadere”. «I denti da latte presentano una progressione della carie molto più rapida rispetto ai denti permanenti, perché hanno una camera pulpare più ampia e quindi la parte dura ha uno spessore più ridotto &#8211; spiega Raffaella Docimo, professore di Odontoiatria pediatrica e igiene dentale all’Università Tor Vergata di Roma -. Inoltre, se per qualche motivo il bambino perde un dentino prima del tempo, per esempio per carie non curate, occorre inserire un mantenitore di spazio per permettere al dente definitivo di spuntare senza difficoltà. Se poi a cadere anzitempo sono gli incisivi anteriori, il piccolo rischia anche problemi nel linguaggio».</p>
<p>Quando, invece, tutto fila liscio, i genitori aspettano pazientemente la caduta fisiologica dei venti dentini. Come affrontarla? «Come facevano i nostri genitori e i nostri nonni &#8211; chiarisce Strohmenger -. Quando un dente si muove molto, si tira via». E magari la mattina dopo arriva un regalino.</p>
<p>Fonte: <strong>Corriere della Sera, 25 febbraio 2014</strong></p>
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		<title>Denti dei bambini ko con gli sport invernali Piccoli traumi sotto l’albero</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Dec 2013 19:10:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Studio Dentistico Orlandini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[sport invernali]]></category>
		<category><![CDATA[traumi]]></category>

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		<description><![CDATA[Con il Natale aumentano le insidie per i denti dei bambini: non solo a causa delle abbuffate di dolci, ma anche per i traumi legati ad alcuni sport che spopolano sotto l’albero, dal pattinaggio allo sci. Divertimenti sulla neve che possono mettere ko i denti dei più piccoli. «Durante il Natale si registra un incremento [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Con il Natale aumentano le insidie per i denti dei bambini: non solo a causa delle abbuffate di dolci, ma anche per i traumi legati ad alcuni sport che spopolano sotto l’albero, dal pattinaggio allo sci. Divertimenti sulla neve che possono mettere ko i denti dei più piccoli. «Durante il Natale si registra un incremento dei traumi a livello degli incisivi superiori dei bambini di circa l’1-3%, causati da alcuni sport invernali, dallo sci al pattinaggio, o dal giocare sulla neve o sul ghiaccio». Lo spiega Antonella Polimeni, direttore del Dipartimento di Scienze odontostomatologiche dell’Università Sapienza di Roma. <span id="more-754"></span>Polimeni ha contribuito alla stesura delle Linee guida del ministero della Salute per la prevenzione e il trattamento dei traumi dentali. Stando alle stime contenute nel documento, nel nostro Paese sono circa un milione e mezzo i bambini da zero a 14 anni che hanno avuto almeno un trauma dentale, pari a uno su cinque, e sono in continuo aumento secondo gli esperti.</p>
<p>BAMBINI PIU’ A RISCHIO - «Alcuni bambini &#8211; aggiunge Polimeni &#8211; sono più a rischio. È il caso dei piccoli obesi, che sono esposti più facilmente a cadute in casa e fuori sulla neve. Il pericolo di traumi dentali è più alto anche per i bambini con il cosiddetto |overjet”, ovvero gli incisivi superiori particolarmente sporgenti. Questi, in caso di caduta su una pista di ghiaccio, hanno gli incisivi più esposti al pericolo di subire danni dal contatto violento con il ghiaccio». Ecco quindi che, subito dopo il Natale, i genitori bussano alla porta dello specialista per rimediare. «Per prima cosa &#8211; sottolinea Polimeni &#8211; il dentista deve valutare, e dissuadere se è il caso, i genitori a far praticare al figlio sci e pattinaggio sul ghiaccio, se il bambino ha fattori anatomici di occlusione predisponenti. Questa problematica aumenta la pericolosità di una caduta e il danno ai denti».</p>
<p>IGIENE ORALE - Ma il Natale può essere un periodo a rischio anche per l’igiene orale, soprattutto con i tanti e variegati dolci che si consumano a tavola. «Occorre lavorare sull’igiene dentale dei bambini tutto l’anno, poi &#8211; suggerisce l’esperta &#8211; durante le feste rafforzare l’attenzione a ciò che si mangia, questo vale per i bambini e per gli adulti». (Fonte Adn-Kronos).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Corriere della Sera, 20 dicembre 2013</p>
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