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Medicine alternative per far fronte ai problemi dell’amalgama dentale

Tromsø (Norvegia). Ricercatori norvegesi hanno studiato l’uso di medicine complementari e alternative (CAM) in pazienti con problemi di salute collegati ad antiche otturazioni dentali in amalgama. Tutti coloro che sono stati sottoposti all’indagine avevano segnalato infatti persistenti problemi di salute ‒ analoghi a quelli denunciati da pazienti affetti dai sintomi di malattie rare o sconosciute. E questo anche dopo la rimozione delle otturazioni.

Secondo i ricercatori, anche dopo la rimozione dell’amalgama, un quarto in media degli individui affetti dai problemi conseguenti non denuncia miglioramenti seppur lievi. I problemi segnalati da questi pazienti sono analoghi a sintomi fisici difficili da spiegare, come la fibromialgia, condizione medica caratterizzata da dolore muscoloscheletrico diffuso e l’encefalomielite mialgica, una sindrome da affaticamento cronico.

Per valutare la prevalenza e la varietà di utilizzo della CAM in tale gruppo di pazienti, i ricercatori dell’UiT Arctic University of Norway hanno censito 324 membri del Forbundet Tenner og Helse, Associazione norvegese di pazienti odontoiatrici, ente no-profit che promuove un’odontoiatria priva di tossicità. Comune a tutti i partecipanti è stata l’attribuzione di tali problemi alle ex otturazioni in amalgama.

Le varie CAM sono state classificate in cinque categorie: sistemi medici alternativi o sistemi completi di terapia e pratica (medicina tradizionale cinese e omeopatia); interventi mente-corpo (meditazione); sistemi a base biologica (vedi erboristeria); metodi basati sul corpo (terapia chiropratica e massaggio) e terapie energetiche (guarigione).

L’89 per cento, ossia la stragrande maggioranza degli intervistati ha utilizzato almeno una modalità CAM, con più pazienti di sesso maschile (95,7 per cento) che femminile (86 per cento). Quanto al tipo di CAM, le terapie usate più di frequente sono state gli integratori alimentari, vitamine e minerali consigliati da un terapeuta (e adottati da un 66,7 per cento), seguiti da integratori alimentari auto-prescritti, vitamine e minerali (il 59 per cento), omeopatia (il 54 per cento), agopuntura (il 48,8 per cento) e diete speciali (47,5 per cento). Alla domanda di quale fosse l’effetto percepito, i soggetti con salute normale o buona hanno segnalato migliori risultati rispetto a quelli in cattive condizioni. Al contrario, dopo il trattamento della CAM il 12,3 per cento dei partecipanti ha notato un peggioramento dei sintomi.

Anche se dall’indagine emerge un ampio utilizzo delle CAM tra i partecipanti, i risultati non si possono generalizzare dal momento ‒ dicono i ricercatori ‒ che il gruppo oggetto di studio, altamente selezionato, non è rappresentativo della totalità dei pazienti. Tuttavia, poiché gli effetti negativi dell’amalgama non fanno parte di diagnosi accettate dal sistema sanitario, le cause del grande uso di medicina alternativa nelle sue varie modalità – osservano ‒ si possono correlare al mancato supporto terapeutico offerto all’interno del sistema sanitario convenzionale.

Intitolata “Use of complementary and alternative medicine in patients with health complaints attributed to former dental amalgam fillings”, la ricerca è stata pubblicata online il 22 gennaio dalla Rivista open-access BMC Complementary and Alternative Medicine.

Fonte: Dental Tribune International del 3.02.2016